Chi è il giocatore d’azzardo patologico? Quali sono i fattori di rischio? Come si può prevenire la dipendenza? Sono queste le domande a cui hanno cercato di dare risposte i protagonisti della tavola rotonda organizzata oggi a Bari dalla Cisl Pensionati dal titolo “Gioco d’azzardo patologico: cause e possibilità di cura”. I numeri sono sconcertanti, secondo uno studio condotto dalla Camera dei deputati i baresi giocano mediamente da 1000 a 2000 euro a testa all’anno.

All’incontro hanno partecipato Domenico Liantonio, segretario generale FNP CISL Bari, Vitantonio Taddeo segretario generale FNP CISL Puglia, Don Alberto D’Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, Dott. Antonio Taranto del Dipartimento di Dipendenze Patologiche, Rosa Franco Presidente del Centro di Servizio per il Volontariato “San Nicola” e Francesca Bottalico Assessore al Welfare del Comune di Bari.

L’azzardo è la nuova droga dei poveri, un fenomeno silenzioso e crescente, e i numeri parlano chiaro, il 65% delle persone che fanno uso dell’azzardo regolarmente vive al di sotto della soglia di povertà. Sono i più deboli che si lasciano tentare dall’illusione di improbabili vincite: nei giorni del ritiro delle pensioni si registra un picco di giocate.

A spendere di più sono le fasce povere della popolazione, che sono quindi più a rischio di ammalarsi e di finire nella spirale della dipendenza e dei debiti. È di fatto un sistema che aumenta le disuguaglianze. Il gioco d’azzardo patologico è rappresentato dal pensiero ossessivo verso il gioco, che comporta una perdita del contatto con la realtà, l’isolamento sociale e la sottovalutazione da parte del giocatore del rischio di perdita economica.

Secondo uno studio condotto, pubblicato e presentato alla Camera dei deputati da Dataninja, tra gratta e vinci, slot machine e video lottery, i baresi giocano mediamente da 1000 a 2000 euro a testa all’anno, e a detenere il primato delle giocate alle macchinette sono i cittadini residenti nel Sud-Est barese. Nei 41 comuni del Barese, secondo quanto pubblicato sono stati spesi nel 2016, 825 milioni e 13 mila euro in giocate, nelle 6.823 macchinette disponibili in sale scommesse, bar e tabaccherie. Oltre due miliardi di euro, costano i ludopatici cronici in termini di spese socio-sanitarie.

Sarebbero oltre 7mila gli italiani in cura per ludopatia nei centri sanitari pubblici. Nel 50% dei casi sono giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Alla data di gennaio 2016 in Italia erano 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800mila i giocatori già malati.

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