Tra gli avvocati baresi e il ministro Alfonso Bonafede è guerra aperta. Dopo il decreto governativo con sui sono state sospese tutte le udienze, i penalisti italiani hanno fatto sentire la propria voce durante i lavori dell’assemblea nazionale convocata a Bari dall’Unione delle Camere. Circa 300 gli avvocati provenienti da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nell’aula magna della Corte di Appello di Bari.

“Il ministro ha detto delle cose false quando ha dichiarato che la decisione del decreto legge è stata condivisa dall’avvocatura – ha tuonato il presidente della Camera penale di Bari, Gaetano Sassanelli – “Forse il ministro confonde il significato del termine condividere con il termine comunicare al presidente dell’Ordine – continua Sassanelli – Con gli avvocati non è stata condivisa nemmeno una virgola di quel decreto”.

“Avvocati e pubblici ministeri, giudici e cancellieri, siano tutti d’accordo nel sostenere la stessa cosa: la necessità di una decretazione di urgenza per la requisizione di un immobile in grado di accogliere tutti gli uffici e riprendere a fare i processi. Perché il ministro non si ferma un attimo a riflettere su questo? La soluzione c’è, manca la volontà politica di concretizzarla”.

Fa anche discutere la scelta del ministro Bonafede di usare Facebook per rispondere alle proteste degli avvocati baresi: “Il ministro impari il ministro che esistono le sedi istituzionali – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Unione delle Camere penali, Beniamino Migliucci – il ministro ha il dovere di ascoltare e di avere coraggio. Bonafede si è dimostrato un ministro senza coraggio – ha continuato Migliucci – Questo ministro, avvocato, ha ritenuto di non doverci neppure rispondere. L’avvocatura penale non accetta questo modo di fare, perché non è degno di un ministro della Repubblica”.

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