Per l’ospedale unico del nord barese tutto tace. Mentre il piano di riordino ospedaliero voluto dal Governatore Emiliano riempie le pagine dei giornali, la proposta di costituire un polo d’eccellenza per offrire ai cittadini un servizio sanitario completo tra i comuni di Corato, Terlizzi e Molfetta sembra che si sia persa nel nulla.

L’idea era quella di creare un ospedale di primo livello tra i tre già esistenti aggregando le eccellenze dei vari presidi sanitari presenti nella zona. Una necessità del territorio, divenuta poi urgenza all’indomani della tragedia ferroviaria sul binario unico Andria-Corato.

Proprio da quel momento il promotore dell’iniziativa, il medico rianimatore dell’ospedale di Corato Felice Spaccavento, insieme a migliaia di colleghi e cittadini, si è battuto per far diventare quella proposta una realtà riuscendo a inserire la sua idea per riorganizzare la sanità nel nord barese nel piano di riordino ospedaliero regionale.

Da allora, però, poco è stato fatto: “Siamo ancora alle parole – conferma lo stesso Spaccavento – avere un ospedale di primo livello significa poter disporre di tutte le branche, dalla Medicina alla Chirurgia, dalla Ginecologia all’Ortopedia, con servizi h24, inclusa la rianimazione”.

Uno degli elementi più controversi di quello che dovrebbe essere il futuro ospedale unico del nord barese è ovviamente la scelta della struttura: “Non deve essere una decisione politica – attacca il medio rianimatore – la scelta deve essere fatta da una commissione tecnica che deve valutare il posto più strategico e economicamente valido”.

“È una necessità anche per dare seguito alla nuova legge ‘Gelli’ sulla sicurezza delle cure e del paziente del 2017 – conclude Spaccavento – la dignità del paziente deve essere uguale per tutto il territorio”.

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