La notizia ha subito fatto il giro degli ambienti portuali, diventando un caso. Il pensionato Pietro Battipede, ex primo dirigente della Questura di Bari, ha vinto una selezione pubblica ed è stato nominato direttore tecnico della Porti Levante Security. Si tratta della società privata di diritto pubblico che si occupa della sicurezza anche nel Porto di Bari.

Società in house di cui l’Autorità portuale non ha fatto mistero di volersi liberare, ma questo è un altro discorso. Battipede è stato individuato come unico ad avere i requisiti richiesti dall’avviso pubblico per ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Lo stupore nasce nel momento in cui si viene a scoprire che solo dopo la nomina l’ex dirigente della Questura inizia il corso per conseguire l’attestato da direttore tecnico, con tanto di esame in Prefettura.

Ma come, prima viene nominato e poi di preoccupa di prendere l’attestato? E poi pagato da chi? La selezione non prevedeva di aver frequentato il corso per svolgere le mansioni cosiddette sussidiarie, cosa che Battipede ha voluto fare per evitare di doversi limitare ad essere un collaboratore abilitato all’ordinaria amministrazione. “A ben guardare non c’è alcun illecito”, spiega nell’intervista il diretto interessato, al quale il presidente dell’Autorità Portuale, Ugo Patroni Griffi, non ha potuto riconoscere alcun compenso, perché Battipede è in quiescenza e in base alla Riforma Madia può svolgere l’incarico solo a titolo gratuito.

Battipede, dunque, sta svolgendo la sua mansione senza percepire uno stipendio. In questa come in molte altre cose italiche, la questione da risolvere è la coerenza di leggi e regolamenti, a Bari come a Genova, La Spezia o Gioia Tauro.

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