Guerra dei gazebo a Barivecchia, bocche cucite dei titolari di pub e locali fino a giovedì, quando ci sarà un incontro attorno un tavolo tra gestori e Soprintendenza per cercare di trovare una soluzione, ma intanto qualcosa trapela. Una su tutte, ancora prima dell’appuntamento fissato: da stanotte qualcuno dei locali di piazza Mercantile deve smontare tutto, lasciando solo gli ombrelloni che comunque devono essere ripiegati negli orari di chiusura al pubblico. Nei giorni scorsi la Polizia Locale ha eseguito controlli e verifiche da cui risulta che certe strutture non sarebbero removibili, come invece imposto.

“Ho incontrato alcuni tra i titolari delle attività ieri mattina per ascoltare le loro argomentazioni – ha detto il direttore generale del Comune, Davide Pellegrino – in parte anche condivisibili, come l’osservazione per cui, là dove il locale non abbia abbastanza spazio per custodire internamente gli arredi, accatastarli ordinatamente a ridosso del palazzo creerebbe un effetto deposito persino peggiore”.

Giovedì molto probabilmente il Comune non siederà al tavolo, questo perché alla fine l’ultima parola su tutta la vicenda spetta alla Soprintendenza, con cui probabilmente dialogherà in altre sedi: “Sono convinto che una soluzione si troverà, vent’anni fa la città era completamente diversa, Barivecchia era diversa, la stessa situazione delle occupazioni era molto più invasiva. Si tratta di capire adesso qual è il giusto compromesso”.

“La Polizia Municipale – ha spiegato il direttore generale – ha verificato che i ristoratori sanzionati non stavano ottemperando alle regole previste dall’occupazione di suolo pubblico, ovvero la rimozione giornaliera di paraventi, tavolini e sedie. Al momento quelle attività sono materialmente realizzate con un rispetto solo parziale delle regole, sebbene credo tutti loro abbiano l’intenzione di dimostrare la buona volontà di adeguarsi”.

“Se oggi siamo in una situazione in cui i paraventi sono collegati tra di loro e sono inamovibile – ha aggiunto – vuol dire che quell’adeguamento a cui già si sono sottoposti alcuni anni fa non è stato totale, ma parziale. Dai verbali sembra che ci sia una difformità tra quanto autorizzato e quanto realizzato”.

“Quei paraventi non sono illegittimi – ha chiarito Pellegrino – grossomodo corrispondono a quelli previsti dalle norme in materia di arredo urbano, ma quei paraventi qualche volta sono stati appesantiti con il calcestruzzo, qualche volta sono stati collegati tra loro e queste attività non sono mai state autorizzate. Certamente, anche nel corso degli ultimi tre anni bisognava verificare che venissero rimossi la notte”.

“La materia è certamente complessa, credo che la stessa Soprintendenza se ne renda conto. Si tratta di attività regolari, che pagano le tasse, che assumo i dipendenti, c’è tutta un’economia che ruota introno a questi esercizi. Siamo tutte persone responsabili – ha concluso – per cui credo che si troverà il modo di gestire la situazione, con un po’ di pazienza”.

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