Un altro semaforo verde per la realizzazione dell’inceneritore nella zona industriale Bari-Modugno. La Newo, l’azienda foggiana che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, ha ottenuto infatti la valutazione dell’impatto ambientale (VIA) e l’autorizzazione integrata ambientale (AIA). Ma il governatore Michele Emiliano chiede a gran voce una rivalutazione della procedura che ha dato l’autorizzazione al progetto. Di parere contrario anche Antonio Decaro che si unisce agli altri sindaci dell’area metropolitana.

Il presidente della Regione vuole una rivalutazione della procedura autorizzativa, nonostante l’azienda, di proprietà di Vincenzo Chirò, abbia tutte le carte in regola per la costruzione dell’inceneritore. Il progetto, come già ribadito dall’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Filippo Caracciolo, non rientra nel Piano Regionale dei Rifiuti dove non è contemplata la costruzione di un impianto che gestisca lo smaltimento dei rifiuti extraregionali.

Una forte polemica soprattutto dal sindaco Decaro. La sua nota di dissenso sulla costruzione dell’inceneritore, inviata agli uffici della regione, non è stata considerata. Un affronto che lede il lavoro sull’ambiente, punto focale dell’amministrazione.

Polemica anche sul ruolo del commissario regionale dell’Ares, Gianfranco Grandaliano. L’ex presidente Amiu, infatti, era il legale di Chirò. L’avvocato ha voluto precisare come il suo legame passato con il proprietario della Newo non ha nulla a che vedere con il progetto. La proposta della Newo non sarebbe infatti legata alla sperimentazione dell’Amiu, nella fase del pre-trattamento.

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