Mentre in Consiglio comunale ci si “scanna” sugli accertamenti tributari, con il presunto buco milionario, c’è chi segnala una vistosa anomalia nella dichiarazione dei redditi e patrimoniale immobiliare del Sindaco di Bari, Antonio Decaro. Documento facilmente recuperabile sul sito istituzionale del Comune. Dalla lettura si evince che il primo cittadino dichiara di avere un solo immobile con annessa pertinenza, in comproprietà con la moglie, in località Scamuso, nella “sua” Torre a Mare. In realtà, quei dati catastali corrispondono ad un terreno con immobile di cui il sindaco è comproprietario col fratello Nicola.

Sempre dalle visure catastali Antonio Decaro risulta proprietario, questa volta sì insieme alla moglie, di un immobile in contrada Villanova, sulla costa di Ostuni. Inoltre il Sindaco è proprietario di un altro appartamento, sempre a Torre a Mare, quello storico in cui realmente risiede.

Si tratta di un palazzo costruito dalla cooperativa Edilizia Statali srl e acquistato il 3 febbraio del 1992, quando aveva 22 anni, con atto stipulato dal notaio Lanzillotta. Dalla stessa cooperativa il padre Giovanni acquista un altro appartamento, cinque anni dopo, il 16 maggio del 1997 con atto del notaio Fornaro.

“Smentisco si tratti di una cooperativa alla quale potevano aderire solo dipendenti statali, in realtà Statali era il nome”, spiega il Sindaco Decaro, che precisa: “Non ho nulla da nascondere. Sono proprietario esclusivo della casa in cui abito, a Torre a Mare; comproprietario insieme a mio fratello di un terreno con immobile, sempre a Torre a Mare e comproprietario insieme a mia moglie di una casa a Villanova di Ostuni”.

Come prevedibile, dunque, il fatto che la dichiarazione dei redditi del Sindaco pubblicata sul sito internet del Comune non comprenda le altre proprietà del primo cittadino e faccia confusione sulla sua casa di residenza “è solo un errore materiale”, ci ha detto.

Siamo certi che il primo cittadino di Bari e dell’Area Metropolitana, oltre che presidente nazionale dell’Anci, saprà risolvere immediatamente il malinteso aggiornando la dichiarazione dei redditi pubblicata online, dimostrando ai più scettici di aver pagato le tasse in considerazione di tutte le sue proprietà immobiliari.

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