La Cardiologia del Di Venere, secondo i dati Ares in testa agli ospedali pugliesi in fatto di assistenza e organizzazione, è il primo centro in Puglia per numero di impianti di stent bioriassorbibili Magmaris, completamente realizzati in lega di magnesio.

Presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, diretta dal Vincenzo Massimo Bonfantino, si è tenuto un corso dedicato allo stent di ultimissima generazione, comunemente chiamato scaffold. Alla giornata didattica hanno partecipato cardiologi interventisti provenienti da tutta la Puglia.

L’équipe del laboratorio di Emodinamica, coordinata da Maurizio Turturo, responsabile scientifico del corso, coadiuvata da Stefano Galli del Centro Cardiologico Monzino di Milano, ha eseguito tre impianti endocoronarici di scaffold Magmaris su pazienti coronaropatici ricoverati nel reparto di Cardiologia. Ai colleghi sono state illustrate le tecniche ottimali di visualizzazione (imaging) e di impianto (angioplastica coronarica) degli scaffold Magmaris.

A differenza dei classici stent metallici presenti sul mercato, lo scaffold Magmaris possiede la rivoluzionaria capacità di essere riassorbito entro un anno dall’impianto poiché interamente progettato in lega di magnesio che, unito ad un rivestimento a rilascio di farmaco, impedisce la crescita di cellule dannose e quindi il restringimento (restenosi) della coronaria. Tutto ciò garantisce la possibilità di rimanere aperta in modo naturale ed autonomo. La presenza dello scaffold, dunque, è solo temporanea, dunque il paziente non deve convivere con un corpo estraneo nel proprio organismo per tutta la vita.

Si tratta di una strategia terapeutica fortemente innovativa nel trattamento della patologia coronarica, che si basa sulla capacità dell’organismo umano di riassorbire il magnesio, elemento naturalmente contenuto in esso. Il risultato è un più veloce ed adeguato tempo di riassorbimento, con i vasi coronarici in grado di riacquistare la loro naturale funzionalità (vasomotricità) già sei mesi dopo la procedura di impianto.

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