“Saranno tre anni strategici per l’Istituto Oncologico in cui, pur puntando sulla qualità, dovremo mettere i conti a posto nel solco di quanto fatto dal momento del mio insediamento”. A parlare è il direttore generale dell’IRCCS Giovanni Paolo II, Antonio Delvino, riconfermato alla guida della struttura sanitaria per il prossimo triennio. Il progetto in mente a Delvino ha una strada ben tracciata con tanto lavoro da fare.

“Quando sono arrivato, due anni fa, ho trovato un ospedale con una situazione economica molto difficile – commenta -. È essenziale che in questo ospedale si continui a lavorare perché dobbiamo costantemente rispondere ai bisogni dei nostri pazienti grazie soprattutto alla ricerca”.

“Grazie alla decisione della Regione – conclude il direttore – abbiamo a disposizione delle risorse economiche importanti per la ricerca di malattie neuro degenerative ed oncologiche. Vogliamo arrivare a poter fornire ai nostri pazienti terapie personalizzate, che prevedono la dose minima efficacia di farmaci e non quella massima che il corpo può sopportare”.

Abbiamo incontrato il direttore generale nella sua stanza, tra una telefonata, una riunione e la firma di un protocollo. Fondamentali quelli siglati con l’Università di Bari e con gli altri due Istituti oncologici del Sud, in modo da favorire lo scambio di conoscenze e professionisti. Un’intervista a tutto campo, in cui Delvino ci spiega nel dettaglio il presente e il futuro dell’Istituto, con la sua ricetta per il superamento della stabilizzazione dei ricercatori precari, linfa vitale per i 21 IRCCS italiani.

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