Decine di migliaia di aspiranti docenti, nella sola provincia di Bari, in coda presso i sindacati e le Università, per conoscere i termini del concorso e le ultimissime modalità di accesso al ruolo.

La legge 107/15 ha infatti emanato le nuove direttive al riguardo: per la stabilizzazione, oltre alla laurea e al diploma di I e II livello accademico AFAM, saranno necessari 24 Crediti Formativi Accademici nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecniche didattiche. Per fare un po’ di chiarezza abbiamo intervistato Vito Carlo Castellana, coordinatore provinciale della Federazione Gilda-Unams degli Insegnanti, in previsione dell’apertura di un tavolo tecnico che si terrà a Bari, mercoledì 22 novembre, dalle 15.30 alle 18.30, nell’aula Don Tonino Bello, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università “Aldo Moro” (ex palazzo Enel).

L’incontro sarà presieduto da Loredana Perla, Ordinario M-PED/03 – Didattica e pedagogia speciale e Delegata del Rettore alla Didattica dei Tirocini Formativi Attivi, da Michele Poliseno Coordinatore Generale Dipartimento Università FGU e dallo stesso Castellana.

Si parla del concorso e della possibilità di accedervi attraverso 24 CFU. Una novità, di che si tratta? 
«Il 22 ci incontreremo all’Università proprio per fare chiarezza e, soprattutto, fugare dubbi e perplessità sulle ultimissime novità riguardanti l’introduzione dei 24 CFU. Perché dopo la fase di transitorietà, che porterà ai concorsi biennali su base regionale da cui si potrà entrare nel percorso FIT (formazione iniziale tirocinio) e dopo il superamento delle valutazioni intermedie e finali, si potrà finalmente accedere al ruolo. Perché questo avvenga, l’aspirante docente dovrà aver conseguito almeno 6 CFU per area per un totale di 24 crediti».

Per l’accreditamento qual è il ruolo dell’Università di Bari?
«Intanto devo dire che abbiamo ricevuto il decreto sulle modalità organizzative per conseguire i 24 CFU con estremo ritardo e nel periodo di ferragostano. Mentre le Università Telematiche private anticipavano i tempi organizzando pacchetti formativi pronti e ben confezionati al costo di 700 euro, l’Università pubblica ha tardato un po’. Naturalmente non è difficile immaginare la possibilità del solito grosso affare all’orizzonte. In ogni caso, quando il 15 novembre scorso il senato accademico ha stabilito le modalità per il conseguimento dei 24 CFU, ma anche il riconoscimento di eventuali crediti acquisiti in precedenza durante il percorso di studi universitario, Bari si è subito organizzata risultando tra le prime al sud».

E il ruolo della Gilda?
«Con la programmazione del tavolo tecnico, Il Sindacato Gilda degli Insegnanti e del Dipartimento Università della Federazione Gilda-Unams ha voluto far sentire la sua vicinanza ai tantissimi laureandi e laureati, con l’obiettivo di supportarli anche nella scelta di un percorso di qualità come quello offerto dall’Università di Bari rispetto proprio alle numerose allettanti proposte commercializzate on line. Basta connettersi a un qualsiasi sito che parli di scuola per trovare decine e decine di banner pubblicitari che sponsorizzano l’offerta formativa sui 24 CFU delle Università Telematiche. In tal senso contestiamo decisamente il mercimonio creato da questo decreto e le modalità dello stesso. Sarebbe stato meglio permettere l’accesso al concorso a tutti quelli in possesso del titolo e poi, in seconda battuta una volta superato, far conseguire i 24 CFU. Invece si è voluto l’esatto contrario, favorendo così un enorme commercio intorno al conseguimento di questi crediti. In ogni caso, aggiungiamo pure che abbiamo visto di buon grado il fatto che i costi di questo percorso sono stati decisi in base alle fasce ISEE, dando così a tutti la possibilità di accedervi. Cosa che non avveniva con le vecchie SSIS. Dunque è importante partecipare all’incontro di mercoledì 22 perché sicuramente tanti potranno acquisire informazioni utili in vista del prossimo concorso».

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