Ieri sera in piazza Umberto a Capurso, Amministrazione e cittadini si sono incontrati per manifestare tutto il dissenso e lo sdegno per il grave atto criminale del 31 ottobre scorso. L’obiettivo era riflettere sulla “sicurezza” del paese e in particolare della zona adiacente il Castello. La sparatoria, avvenuta, alle ore 13.30 tra Piazza Umberto e l’imbocco di via Madonna del Pozzo, in pieno giorno, solo per puro caso non ha provocato tragedie. I colpi esplosi, tutti ad altezza d’uomo, sono stati tanti e hanno interessato l’intera area.

«Sappiamo che Capurso non è nuova a episodi di tale violenza – ha detto il consigliere comunale di MDP Rossana Rignani – si è già sparato in piazza Umberto, dove è stato bruciato anche un bar, il Banco di Napoli più volte scassinato, e tante sono state le rapine agli esercizi commerciali. Tuttavia, ogni volta c’è stato pure un voler ridimensionare l’entità degli eventi. Ma la gravità dell’ultima sparatoria, non ci consente di tacere».

«L’orario, la grandezza dell’area coinvolta, la spudoratezza e la sensazione che, chiunque abbia sparato, si senta impunito – ha evidenziato – non consentono di sottovalutare l’accaduto. La reazione, come sempre da diverso tempo è la desertificazione per paura della zona. Stasera, l’Amministrazione risponde con una manifestazione. Fa sempre bene coinvolgere la cittadinanza, ricordiamo però che non sono i cittadini i soggetti onerati e delegati al controllo del territorio, ma le autorità politiche e le Forze dell’Ordine. Il dubbio legittimo è che i picchi di criminalità vengano dalla mala gestio del centro storico, visto che è proprio lì che si sono verificati gli eventi più preoccupanti».

«La chiusura al traffico di quella zona – continua la consigliera – ha provocato abbandono e incrementato il degrado, aprendo così un varco alla delinquenza. La casetta dell’acqua in Piazza Gramsci ha perso la sua utilità e ragion d’essere. Più volte, infatti, è stata resa inservibile da atti vandalici. La piazza stessa è sporca, spesso trasformata in una discarica a cielo aperto. Tutti gli interventi politici amministrativi sono stati di fatto fallimentari. I danari stanziati per l’avvio o il recupero delle attività commerciali già esistenti, così come per il ripristino delle facciate, non hanno prodotto alcun risultato. Si è preferito distribuire spicciolame, piuttosto che fare anche un solo intervento pubblico utile. Ecco i risultati».

«La verità è che in quella zona manca un serio intervento politico e delle Forze dell’Ordine. Auspico l’apertura di un tavolo tecnico con il Prefetto per discutere sulle cause di tali eventi. Mi pare sia arrivato il momento di cambiare atteggiamento. Mantenere e controllare il bere pubblico e gli ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, preservando in questo modo i luoghi dalla deturpazione. Cose come il rispetto delle regole più semplici, dalla sosta selvaggia all’evasione del pagamento dei parcheggi o mezzi pubblici, contribuisce, secondo la teoria delle “Finestre Rotte” a cui spesso Rudolph Giuliani si è ispirato per il suo governo, a creare un clima di ordine e legalità che riduce il rischio dei crimini più pericolosi. Del resto si sa,  – ha detto in conclusione il consigliere Rignani –disordine urbano e vandalismo, per emulazione, generano altro disordine».

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