Il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, intervenendo sull’articolo 48 del Regolamento comunale, ha fatto saltare il banco. Proprio ieri sera alcuni lettori del Quotidiano Italiano segnalavano la presenza di un agente della Polizia Locale intento a fotografare gli impianti pubblicitari all’angolo tra via Capruzzi e viale Unità d’Italia. Pare che uno copra l’altro, rendendo poco chiaro il messaggio pubblicitario.

Trasmettendo le sentenze del Tar “… l’avvocatura civica ha espresso parere legale di competenza evidenziando, tra l’altro, che l’abrogazione dell’articolo 48 non potrà che far emergere tutte le criticità amministrative relative all’assenza di una disciplina che consenta l’ordinato insediamento degli impianti pubblicitari sul territorio comunale, esponendo l’Amministrazione al rischio di istanze risarcitorie da parte delle ditte di settore”. A scrivere non è un esperto qualunque del settore, ma il dirigente della Ripartizione Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Bari, Pompeo Colacicco.

“Tali conclusioni sono condivise dall’Ufficio scrivente  – aggiunge il dirigente – che attualmente si riconosce privo degli strumenti normativi necessari per una corretta gestione delle attività tecnico amministrative relative al settore Pubblicità”. Parliamo di un giro d’affari milionario, con la possibilità che s’ingenerino una miriade di contenziosi.

Il rischio di pesare ulteriormente sulle casse pubbliche dipende anche dall’incapacità del Consiglio Comunale di Bari, ieri andato deserto in prima convocazione per l’ennesima volta, di intervenire sulla questione rinviato di seduta in seduta. La lettera di Colacicco è del 16 ottobre scorso. Ormai è passato un mese e non si riesce a stoppare il preoccupante campanello d’allarme.

“Questo ufficio presenta l’urgenza inderogabile di una decisione consiliare in ordine alla proposta di deliberazione in oggetto – scrive perentoriamente il dirigente – onde fornire all’Amministrazione la disciplina necessaria per la gestione delle funzioni di competenza ed evitare ulteriori effetti negativi, che potrebbero derivare dal protrarsi dell’inerzia da parte dell’Ente”.

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