Parcheggiare a Bari è sempre molto complicato, anche nelle aree di parcheggio a pagamento. Molti aggirano questo problema lasciando la macchina in doppia fila, o sulle strisce pedonali o addirittura in mezzo alla strada, creando così dei minchia parking memorabili. Ma da oggi tutto questo non sarà più necessario. Questa mattina, a Palazzo di Città, è stata presentata, dall’assessore all’Innovazione Angelo Tomasicchio , dalla presidente dell’associazione Genitori in Campo Valentina Porzia e dal responsabile della società L’Ink Danilo Lorusso,  un’app gratuita per trovare parcheggio e condividerlo.

L’applicazione si chiama Bee-P e permetterà di conoscere in tempo reale la disponibilità delle aree di sosta urbane per il parcheggio delle automobili, mettendo in contatto i conducenti che cercano un posto auto con quelli che stanno per lasciarlo libero, facilitando la ricerca in ogni strada della città. Bee-P nasce da un’idea dell’associazione barese Genitori in Campo, per la cui realizzazione si è avvalsa delle competenze tecnico-professionali della società grafica barese “ L’ink ” di Danilo Lorusso e del software messo a punto da Michele Bottalico .

“Come amministrazione comunale – ha detto l’assessore Tomasicchio – abbiamo accolto con favore l’impegno dell’associazione ‘Genitori in campo’. Oggi sono i cittadini stessi a proporre progetti innovativi alle pubbliche amministrazioni che recepiscono le loro proposte, con l’obiettivo comune di rendere la propria città sempre più ‘smart’ . Questa app, in particolare, andrà oltre il compito di ridurre i tempi di attesa nella ricerca di un parcheggio perché, mettendo in relazione diverse persone, accentua il senso di comunità e di solidarietà tra i cittadini, puntando sulla cooperazione”.

“Per la prima volta abbiamo deciso di occuparci di una tematica differente da quelle che generalmente la mia associazione porta avanti – ha spiegato Valentina Porzia – spinti dall’entusiasmo e dalle capacità innovative di un nostro socio. L’idea di creare una app utile per la riduzione delle emissioni di CO2 senza dubbio contribuirà a migliorare la qualità dell’aria in città senza discostarci dagli scopi sociali che da sempre perseguiamo”.

“Il nome Bee-P non nasce a caso – ha concluso Danilo Lorusso – riprende, infatti, il suono prodotto dai clacson dei veicoli. Scomponendo, però, la parola vediamo che bee in inglese significa Ape. P, invece, solitamente indica la presenza di un parcheggio. Dunque, l’app funziona in modo semplice: gli automobilisti che stanno per lasciare un posto auto lo comunicano ad altri come le api suggeriscono l’esatta ubicazione di una fonte di cibo”.

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