“Lei ce l’ha con l’Amtab, lavora contro l’Amtab”. Anche l’autista della 7104, fermo in viale Orazio Flacco pure oggi dopo il guasto di ieri, è caduto in errore, ha interpretato i nostri articoli sui guasti quotidiani dei mezzi come una campagna denigratoria contro l’azienda di trasporto pubblico locale.

Al contrario di quanto pensi lo sventurato dipendente della municipalizzata, si tratta di un’azione a favore della compagnia, contro chi, invece, fa circolare certe vetture che dovrebbero andare direttamente allo sfasciacarrozze. E sì, perché un autobus che si rompe due giorni di fila, evidentemente non è in condizione di circolare. Quanto meno, dovrebbe essere riparato come si deve.

“C’è un altro autobus fermo in via Giulio Petroni” ci confessa l’autista prima di di voltarsi repentinamente, forse per l’imbarazzo. Purtroppo per loro, sono la faccia dell’azienda quando si tratta di avere a che fare con i passeggeri, costretti ad aspettare un altro mezzo che li porti a destinazione.

“Ho 90 anni a mi muovo con queste” ci ha detto un signore arzillo indicando le sue gambe. Loro, sì, potrebbero ben rappresentare lo slogan dell’Amtab: una città in movimento, recita lo spot. Mica tanto.

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