“Sindaco vedi, vieni tu a pulire il quartiere. Decaro, di caffè non ne abbiamo più”. A parlare con tono così aspro alla telecamera del cellulare è Maria, la signora del caffè, quella che il sindaco andò a trovare direttamente a casa sua al San Paolo, per raccogliere critiche e suggerimenti su come fronteggiare i problemi quotidiani dei quartieri. Il gesto non passò per nulla inosservato, ancora una volta le truppe cammellate al servizio del governo cittadino basato sui social network avevano fatto centro.

Maria, scopa alla mano e accompagnata da altre persone che vivono la stessa condizione, ha usato facebook per far vedere alla città in che stato versa via Corrado Giaquinto: “Noi a pulire – commenta duramente l’altra donna intenta a spazzare la strada –  e i netturbini in ferie. Signor sindaco ma vicino a casa tua viene lo spazzino? È uno schifo. Ripulisci via Sparano, tutta la città vecchia, e noi qua. Ti aspettiamo a braccia aperte, vieni, vieni”.

Dopo circa tre ore è arrivata la risposta, sempre via facebbok, del primo cittadino. Dapprima un banalissimo (e insufficiente) “grazie per la segnalazione”, che suona tanto come il grazie le faremo sapere dei provini o colloqui di lavoro. Troppo poco per uscirne con la faccia pulita. E così, dopo altre tre ore circa, è arrivato anche “Sto venendo io appena finisce il consiglio comunale, mi sa che sarà per cena, porto le pizze” col solito modo di buttarla in casciara, seguito da “ho parlato con Maria al telefono. Stasera passa attività di baripulita. Domattina viene il presidente con il capozona”.

Il video, postato direttamente sulla pagina facebook tanto cara (e utile) al primo cittadino, è stato rilanciato più volte. Ben vengano gli interventi (tardivi) e le soluzioni ai problemi. La figuraccia, però, quella resta. Chi di social ferisce, di social perisce.

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