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I dipendenti di una nota catena di supermercati del Barese tornano a scrivere, dopo la lettera a Mario Draghi inviata durante il G7 di Bari che portò all’intervento dell’Ispettorato del Lavoro, e dopo l’ultima inviata una settimana fa al Presidente della Repubblica Mattarella.

Stavolta si rivolgono direttamente all’azienda, promettono di fare nomi e cognomi se la legalità non sarà ripristinata, e si rivolgono anche a quei colleghi che non hanno avuto il coraggio di ammettere tutto durante i controlli degli ispettori. Una lettera, probabilmente l’ultima, prima di denunciare tutto in Procura e dare il via, così a un percorso da cui poi non si torna più indietro. Ecco cosa hanno scritto.

Buongiorno redazione, innanzitutto volevamo ringraziarvi tutti per l’interesse mostrato per la nostra causa e verso la nostra denuncia. Oggi vogliamo ancora usufruire del vostro giornale per rivolgerci direttamente all’azienda e a tutti i nostri colleghi.

All’azienda sentiamo di dire che nonostante stiano ignorando i continui interventi dell’ispettorato del lavoro, che nonostante si continui ad ignorare le nostre richieste, noi non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro e se ad oggi non abbiamo reso pubblico il nome della catena di supermercati non è per paura, ma perché credevamo che le cose si sarebbero sistemate.

Purtroppo non è stato cosi, per questo vogliamo comunicare che se anche questo nostro appello verrà ignorato, se anche questa volta le nostre richieste, peraltro legittime, non verranno considerate, provvederemo a rendere pubblico il nome dell’azienda e daremo il via ad una iniziativa atta al boicottaggio della spesa.

Se anche questo non vi spingerà a fare un passo indietro organizzeremo uno sciopero, e ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica con una vera e propria denuncia. I reati che commettete li conoscete? Buste paga false, furto aggravato e continuato di buona parte della tredicesima e della quattordicesima mensilità, sfruttamento delle risorse, ore lavorative e paga oraria assolutamente inappropriate e soprattutto non coerenti con le regole scritte nel CCNL. Ancora, basta con un sistema disciplinare da codice penale, multe ed addebiti che sbocciano come fiori a primavera. A questo andrebbero aggiunte ancora tante cose, ma ci riserviamo di comunicarli agli organi competenti.

A fronte di tutto questo, chiediamo che entro la fine del mese i contratti siano rispettati, che le paghe e le buste paga rispecchino la realtà e quanto dichiarato, niente più giorni di assenza fittizie o ferie e riduzione orario di lavoro goduti se non realmente, tredicesima e quattordicesima mensilità versata integralmente. Sono nostri quei soldi. Il CCNL, inoltre, definisce che le ferie estive devono essere di due settimane di fila e non di una sola.

Se ai primi di agosto non avremmo visto nessuna nostra richiesta considerata, allora vi citeremo alla Procura della Repubblica, provvederemo formalmente a chiedere le dimissioni, attraverso i parlamentari che appoggiano la nostra causa, di tutto il Consiglio dei ministri, nonché del Presidente Gentiloni, richiesta già effettuata in maniera informale nell’ultima lettere pubblicata dal Quotidiano Italiano.

Ai nostri colleghi, invece, a coloro che hanno mentito agli ispettori, diciamo innanzitutto che dichiarare il falso è reato, e forse domani qualcuno vi chiederà spiegazioni. Vi diciamo inoltre di prendere coscienza e coraggio, di rivendicare i vostri diritti, di non lasciarvi schiavizzare o tediare dalla paura. Noi vi capiamo, sappiamo che avete paura, l’abbiamo anche noi, ma sappiamo anche di essere persone e non animali, sappiamo che potremmo vivere meglio la nostra vita. La legge è dalla nostra parte.

Potete rivolgervi quando volete all’ispettorato del lavoro di Bari e in forma anonima fare la vostra deposizione, aiuterà noi a diventare ancora più forti, e aiuterà tutti noi a ridiventare persone.

Potete anche scrivere in forma privata alla redazione di Bari del Quotidiano Italiano ([email protected]) vi sarà garantito l’anonimato. Ma fatevi sentire anche voi. Noi non molleremo la presa, ma se più mani si stringono, allora la presa diventerà inossidabile e vinceremo.

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