Nuova piogge di multe a medici, infermieri, soccorritori e autisti del 118 delle due postazioni in piazza Chiurlia, nel centro storico di Bari. Certo, nessun accanimento, considerato che la sanzione è stata elevata anche all’auto privata di un vigile in servizio, ma i paradossi di questa vicenda sono troppi.

Le auto multate erano parcheggiate sui posti riservati ai mezzi di soccorso. In quel posto, però, le ambulanze non ci stanno. Sono lunghe e quindi invadono la carreggiata, dando fastidio alla circolazione stradale, già complicata in quella zona. Se decidi di parcheggiare affiancando il muro, riesci a mettere solo un mezzo.

Ma la cosa grottesca è un’altra. Le ambulanze alla fine dell’intervento devono essere ricaricate. In questo caso succede in un modo barbaro. Alla grata della sede inadeguata che ospita le due postazioni, è stato ricavato un buco da cui viene allungato e ritirato il cavo elettrico, con seri rischi per l’incolumità pubblica. Nello spazio dove gli autisti lasciano le ambulanze, però, mancano i cartelli dei posti riservati e quindi spesso succede che non possano essere ricaricate per via delle auto in divieto.

Divieto ballerino, perché ieri, per esempio, non tutte le auto sono state multate, pur essendo presenti al momento della pesca a strascico della Polizia Locale. I soccorritori chiedono che quei posti riservati ai mezzi di soccorso, in cui le ambulanze non entrano per via delle dimensioni, possano essere riservati al personale in servizio su quei mezzi di soccorso.

Il vero problema è che devono essere immediatamente operativi nel caso di un’emergenza, quindi non è possibile parcheggiare troppo lontano dalla postazione, ma in piazza Chiurlia non si più. Insomma, la situazione è ingarbugliata e merita un intervento risolutivo. Chissà che il comandante della Polizia Locale, il generale Nicola Marzulli, non riesca ad intervenire, in questo caso applicando con l’appoggio dell’Amministrazione comunale, la più antica delle leggi: il buon senso.

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