Francesco Divella durante l'intervista nel servizio andato in onda su La7

Tonnellate di grano importato dal Canada e usato nei pastifici industriali. Il caso, sollevato mercoledì scorso in un servizio della trasmissione televisiva “La Gabbia Open” in onda su La7, ha scatenato un vero e proprio polverone.

Nell’inchiesta Danilo Lupo raccontava delle tonnellate di grano provenienti dal Canada che ogni giorno vengono scaricate nel porto di Bari per poi essere trasportate altrove. Grano che sarebbe “ricco di glutine ma anche pesticidi e tossine” e che verrebbe usato “nella maggior parte dei pastifici industriali, con qualche lodevole eccezione” come scrive lo stesso giornalista su Facebook.

Fra quelle eccezioni c’è la Divella che nel servizio viene annoverata fra gli esempi positivi. Ma sui social, e non solo, le polemiche non sono mancate. Così, sempre su Facebook, è arrivata la risposta proprio di Francesco Divella: una serie di precisazioni con cui l’imprenditore chiarisce l’operato dell’azienda di famiglia.

“Caro Danilo Lupo – scrive Divella in un post sulla sua bacheca – vi ho accolto con grande piacere nella nostra azienda, come facciamo ogni anno con centinaia di visitatori, dove avete avuto la possibilità di verificare direttamente con quanta passione e dedizione lavoriamo, dal grano alla pasta e ai biscotti, non avendo nulla da nascondere”.

“Cerchiamo di offrire ai nostri consumatori prodotti di qualità e per quanto possibile contribuiamo a tenere alto il nome dei pastai italiani e pugliesi. Come sa, la Divella utilizza in gran parte grani italiani – oltre il 65% – e negli ultimi anni sta cercando di incrementarne gli acquisti attraverso i contratti di filiera con le associazioni di categoria con un grado proteico pari ad un minimo del 13%”.

“I nostri consumatori sanno bene che la Divella, operante sul mercato dal lontano 1890, ha fatto e farà sempre tutto il possibile per offrire prodotti buoni, sani e genuini, immettendo su gran parte dei mercati mondiali oltre 2.400.000 pacchetti di pasta al giorno. Essere rappresentanti dell’eccellenza italiana in 125 Paesi nel mondo è un privilegio ed è stata sempre la nostra mission”.

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