«Già dal 6 dicembre abbiamo avviato il piano di emergenza freddo, grazie a un tavolo avviato con tutte le realtà sanitarie e quindi con la collaborazione dei medici di base, delle farmacie, del 118, delle associazioni di volontariato e del servizio di Pronto Intervento Sociale del Comune». Francesca Bottalico, assessore al Welfare del Comune di Bari, fa il punto sulla situazione. La morte del clochard rumeno, ritrovato questa mattina in piazza Cesare Battisti, si è verificata a causa di alcune dipendenze da cui era affetto e non per assideramento come ipotizzato inizialmente, ma nei prossimi giorni arriverà il gran gelo e non bisogna farsi trovare impreparati.

«Abbiamo attivato 40 posti letto per le giornate più fredde – continua – col monitoraggio quotidiano del Pronto Intervento Sociale. Ci sono dei centri diurni, come Area51 in corso Italia, dove è possibile fare la doccia, avere dell’abbigliamento e usufruire del supporto psicologico e legale. Poi ci sono i dormitori che partono la sera. Il bando per l’accoglienza diffusa, che abbiamo pubblicato per la terza volta, ci ha permesso di reperire nuove strutture. La nostra volontà è accompagnare le persone più povere verso l’autonomia e non solo nella risposta immediata».

In merito al decesso del clochard, il PIS Pronto Intervento sociale ha diffuso una nota ufficiale. Questo il testo.

In relazione alle dichiarazioni del sig. Macina, presidente dell’Associazione di volontariato Incontra, riferite al decesso di una persona senza dimora nella notte appena trascorsa, appare opportuno precisare quanto segue.

Il servizio di Pronto Intervento Sociale, così come previsto dall’art. 85 del Regolamento Regionale n. 4/2007, è un servizio per situazioni di emergenza sociale, preposto al trattamento delle emergenze/urgenze sociali, rivolto a tutte quelle situazioni che richiedono interventi, decisioni, soluzioni immediate ed improcrastinabili. Come definito da regolamento regionale, il servizio non deve essere attivato per situazioni legate al bisogno urgente di cure e assistenza sanitaria, o per contenere comportamenti pericolosi per i quali sono previsti altri canali di intervento.

La valutazione relativa alla capacità di intendere e di volere di una persona non è riconducibile alle competenze professionali di uno psicologo, trattandosi di una valutazione di carattere psichiatrico, pertanto attribuibile esclusivamente a professionisti con competenze di natura sanitaria.

Si specifica, inoltre, che la valutazione relativa ad una eventuale incapacità di intendere e di volere, oltre ad essere competenza di natura sanitaria, può essere operata esclusivamente da servizi di natura pubblica, pertanto, anche laddove uno psicologo uno psichiatra fosse presente in equipe, non potrebbe in alcun modo espletare tale funzione ma potrebbe esclusivamente segnalare la situazione agli operatori socio sanitari pubblici.

E’ fondamentale sottolineare che l’interdizione di una persona è il risultato di un complesso e documentato iter giuridico, al fine di tutelare la libertà e la possibilità di autoderminazione di ciascuna persona e pertanto la limitazione della capacità di intendere e di volere può essere disposta esclusivamente a seguito della disposizione di un giudice. Proprio in considerazione di tali aspetti normativi e nel rispetto delle professionalità e responsabilità di ciascun organo, il servizio di Pronto Intervento Sociale negli ultimi mesi ha collaborato con la Polizia Ferroviaria – Compartimento per la Puglia, il Molise e la Basilicata e con il Comune di Bari, per favorire e rendere possibile la tutela delle persone più in difficoltà della città e soprattutto di coloro che attivamente rifiutano il ricorso ai dormitori cittadini, tramite l’avvio degli iter più opportuni per la nomina di un amministratore di sostegno.

Pur rispettando l’impatto emotivo che il drammatico evento occorso ha determinato su coloro che a titolo volontaristico operano in città, preme sottolineare che per aiutare davvero le persone in difficoltà occorre intervenire con percorsi professionali e multidisciplinari in favore delle persone senza dimora presenti sul territorio comunale, onde evitare una esacerbazione delle problematiche o un ancor più grave dilagare di patologie sanitarie. Tra le altre cose è necessario ribadire l’importanza di garantire il trasporto in mezzi sanitari adeguati ed il ricovero in contesti medici di persone con problematiche a carattere infettivo, al fine di evitare la diffusione della stessa patologia. Questo è il motivo per cui il PIS opera sul territorio cittadino in stretto contatto con gli operatori del 118, gli unici titolati e attrezzati ad intervenire in casi estremi .

Analogamente, il carattere di incompatibilità tra l’assunzione di alcol e la possibilità di essere ospitati presso i dormitori cittadini è essenziale al fine di tutelare l’incolumità degli altri ospiti e di scongiurare possibili incidenti, fermo restando che la presenza di problematiche alcolcorrelate richieda imprescindibilmente interventi di natura sanitaria.

Il servizio di Pronto Intervento Sociale, inoltre, contrariamente a quanto affermato dal sig. Macina, si rende disponibile a garantire un servizio di accompagnamento presso i dormitori cittadini, laddove la persona che intenda avvalersene presenti una limitazione delle capacità di deambulazione o altre problematiche tali da ostacolare l’autonomo raggiungimento del centro; per contro, anche al fine di promuovere e sostenere l’autonomia personale e di attivare le risorse personali dell’individuo, il raggiungimento dei dormitori in autonomia è invece sostenuto ed incoraggiato negli orari di operatività dei mezzi pubblici e laddove non si registrino problematiche invalidanti.

Per quanto attiene il numero di persone senza dimora presenti in città, si sottolinea che il servizio di Pronto Intervento Sociale opera da oltre 13 mesi un monitoraggio quotidiano rispetto alle accoglienze operate in città ed alle persone che quotidianamente scelgono di pernottare in strada, non avvalendosi della possibilità di trovare ospitalità presso i dormitori e centri di accoglienza della città; sulla base di tale rilevazione, la stima operata dal sig. Macina rispetto alla presenza in città di oltre 500 persone non trova riscontro e, per contro, ad oggi si registra la disponibilità in città di circa 350 posti di accoglienza, dei quali solo 290 attualmente occupati.

Tali rilevazioni trovano riscontro e risultano documentabili anche sulla base delle segnalazioni e richieste di accoglienza avanzate dal servizio professionale istituzionale del Comune di Bari e dei 5 Municipi della città.

Al fine di operare una rilevazione accurata ed aggiornata rispetto al numero di persone che attualmente rifiutano il ricorso ai dormitori cittadini, la Cooperativa Sociale C.A.P.S. sta effettuando in queste ore, come previsto dal piano comunale per contrastare l’emergenza freddo, una rilevazione puntuale del numero di persone che attualmente non usufruiscono dei dormitori cittadini ed un monitoraggio dei luoghi in cui abitualmente queste persone trovano riparo. Il monitoraggio riguarderà le seguenti aree: Piazza Moro, Piazza Umberto, Piazza Cesare Battisti, Stazione Centrale di Bari, Extramurale Capruzzi, Largo Ciaia, Largo Giordano Bruno, Parco Perotti, Pane e Pomodoro, Piazza Garibaldi. Il monitoraggio sarà volto a rilevare il numero di persone vulnerabili presenti in città e a supportare l’amministrazione comunale nella definizione di iniziative ed interventi di tutela di coloro che attualmente scelgono di non avvalersi delle strutture di accoglienza della città.

DATI COLLABORAZIONE POLFER/PIS/HELP CENTER

– Utenti cronicizzati e stanziali: 10
di cui:
– 6 destinatari di nomina di Amministratore di sostegno
– 2 in attesa di nomina di Amministratore di sostegno
– 2 non più rintracciabili sul territorio cittadino

5 dei 10 utenti cronicizzati e stanziali, nel corso del 2016, sono stati collocati, a compimento di un complesso e lungo percorso di aggancio e costruzione di un rapporto di fiducia, presso i dormitori cittadini, rispettando pienamente la libertà personale e l’autodeterminazione di ciascun utente.

DATI EMERGENZA FREDDO

Nel corso del mese di Dicembre 2016, il servizio di Pronto Intervento Sociale di Bari ha operato 130 interventi in favore di persone senza dimora, circa 60 delle quali inviate verso i dormitori cittadini; solo circa 40 di queste persone hanno deciso di avvalersi di tale ospitalità; gli altri si sono invece dispersi sul territorio, dimostrando pertanto la propria intenzione di non usufruire dei servizi cittadini e di avvalersi di soluzioni alternative.

 

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