Siamo davvero convinti che le nuove regole sui saldi in Puglia saranno una boccata d’ossigeno per i commercianti? A molti dei diretti interessati la novità introdotta dalla Giunta regionale, che poi non sarebbe altro che un ritorno al passato, a quando lo sconto durava dal giorno prima dell’epifania alla fine di febbraio, proprio non va giù.

Il fronte degli scontenti aumenta e c’è persino qualcuno che chiede di riscrivere tutto, giudicando ciò che è stato fatto un pasticciaccio. Li chiami “saldi di fine stagione”, ma non sono di fine stagione.

Proviamo a fare il ragionamento dal loro punto di vista. Vendere la merce a saldo, per esempio stivali o copri spalla pesanti, non ha senso se fatto nel pieno della stagione invernale e nello stesso modo non ha senso con i capi estivi nella bella stagione. I saldi, a detta del popolo degli scontenti, dovrebbero durare trenta giorni e non due mesi, ma cominciare a febbraio e finire a marzo. In questo caso sì, sarebbero davvero di fine stagione.

Al contrario, leggendo l’ondata di critiche sui social network, l’effetto è quello registrato ancora una volta quest’anno: affari a rilento nel periodo a cavallo dei regali di Natale e vendita a prezzo scontato nel pieno dell’inverno. Se la misura è stata presa per favorire il commercio, inteso tutto il commercio, qualche dubbio che non sia poi così efficace resta. La grande distribuzione certamente esulta data l’affluenza nei centri commerciali e, dal canto loro, anche i consumatori sorridono.

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