Il Mercato del pesce in piazza del Ferrarese, a Bari.

Come annunciato, il Comune ha pubblicato una nuova indagine di mercato per la locazione d’immobili da adibire a sede di uffici. Il bando precedente è stato chiuso perchè l’edificio proposto dall’unico partecipante non rispettava i requisiti richiesti. La IM.CO., proprietaria dello stabile si era impegnata ad adeguare l’immobile alle richeste del Comune, e questo all’amministrazione andava bene, tant’è che l’accordo era quasi arrivato alle procedure pre-negoziali.

La circostanza, tuttavia, violava la par condicio e il principio democratico dell’indagine: verosimilmente, la mancanza di immobili che rispettassero i requisiti ha impedito ad altre ditte di presentare le proprie proposte, se avessero saputo che il rispettare i requisiti richiesti non fosse necessario per vincere il bando, magari anche loro avrebbero presentato i propri immobili senza requisiti.

I toni farseschi di questa situazione sono stati esaltati dalla chiusura del bando, avvenuta non davanti alla relazione tecnica della commissione comunale che attestava la mancanza dei requisiti, ma quando, appurato che l’immobile non era a norma, accolta la proposta di adeguamento dell’impresa proprietaria, si era quasi arriviati al pre-negoziale e la cosa era divenuta di dominio pubblico.

Morale della favola, la IM.CO. esce dalla porta. Oggi però si apre una nuova finestra di opportunità con il nuovo bando, del tutto simile al precedente, quello, per intenderci, revocato il 4 agosto scorso, se non fosse per il dettaglio del punto 6: “Ove l’immobile proposto non sia immediatamente conforme alle norme di legge o alle esigenze dell’Ente, l’Amministrazione esaminerà eventuali proposte recanti l’impegno, da parte dei partecipanti all’indagine di mercato, ad adeguare, a propria cura e spese, l’immobile proposto”. Insomma, era ancora un po’ corto di maniche.

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