Mobilità sostenibile, questa sconosciuta. Tutti ne parlano o ne hanno sentito parlare, ma in realtà uno temi temi più attuali, spesso anche al centro di programmi politici elettorali e vere “lotte di religione”, è in costante evoluzione. La conferma arriva proprio da Bari, dove Il Politecnico e il Centro studi componenti per veicoli Spa (Cvit), azienda del gruppo Bosch, hanno concluso un accordo per avviare e gestire insieme un laboratorio di ricerca sulla mobilità sostenibile. La convenzione, di durata decennale, è stata firmata dal rettore, Eugenio Di Sciascio e dall’amministratore delegato dell’azienda, Antonio Arvizzigno, nelle ex officine Scianatico, proprietà dell’ateneo, trasformate negli ultimi anni in un polo scientifico e tecnologico in collaborazione con le imprese ed attualmente in fase di espansione. La nuova struttura si chiamerà “Met” More electric transportation e coinvolgerà, nella fase iniziale, una ventina di ricercatori, tra il gruppo Bosch e il Politecnico, sul modello dei laboratori misti, pubblico e privato, già sperimentati con successo da quest’ultimo.

«Il rapporto con le aziende diventa sempre più stretto – ha commentato il rettore Di Sciascio – nel comune interesse di sperimentare e trasferire al mondo produttivo le tecnologie più innovative in settori trainanti per l’economia e decisivi per lo sviluppo dei nostri territori. Questo rapporto – ha aggiunto Di Sciascio – è diventato per noi una strada obbligata anche per la formazione di nuovi professionisti, e non semplici laureati, che siano sempre in linea con il mercato internazionale del lavoro».

Dall’automazione all’informatica, dai sistemi elettrici al powertrain, ricercatori accademici e aziendali lavoreranno fianco a fianco nel Met. «È la sinergia che fa la differenza in termini di competitività – dichiara Arvizzigno. Una collaborazione di questo livello – aggiunge – ci consente di focalizzare l’attenzione anche sul capitale umano che si affaccia al mondo del lavoro e che siamo interessati a ben indirizzare, insieme al Politecnico».

I primi esperimenti, iniziati qualche anno fa in altri settori, hanno nel frattempo dato risultati, al punto da attrarre nuovi investimenti da parte di aziende internazionali. Anche la sede dei laboratori, le ex officine Scianatico di via Amendola, è stata man mano adeguata per le attività scientifiche ed ulteriori progetti di ristrutturazione sono in corso.

L’accordo prevede il finanziamento di posti di ricercatore, dottorando ed assegnista di ricerca per progetti comuni. L’accordo prevede collaborazioni anche nella didattica, con i tecnici di Bosch che saranno impegnati in lezioni d’aula, seminari e tirocini per i futuri ingegneri, mentre i docenti dell’ateneo svolgeranno attività di formazione e aggiornamento per i dipendenti della multinazionale.

Intanto, sempre con Bosch, è stata confermata la seconda edizione della Summer School dell’Automotive, sul modello internazionale delle scuole estive a tema, che si svolgerà a settembre prossimo presso palazzo Sagges, a Bari Vecchia (Isolato 47). Le iscrizioni alla Summer School sono aperte fino a fine luglio.

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