Studenti, docenti universitari, dentisti, igienisti dentali e tutti i componenti del team dello studio medico, rappresentanti delle associazioni di categoria – un centinaio in tutto – messi insieme da KaVo, azienda leader nella produzione di attrezzature e apparecchi odontoiatrici. Il tema è attualissimo: “Rivoluzione digitale, come migliora il futuro dell’odontoiatria”.

La relazione è di Cesare Dinapoli. Tra gli intervenuti anche il professor Gianfranco Favia, direttore del Dipartimento Complesso di Odontoiatria del Policlinico e la professoressa Ada Mariggiò, del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell’Università di Bari. Si fa pubblicità – del resto ad organizzare l’evento è un’impresa – ma soprattutto formazione gratuita, cosa non da poco e per questo meritevole di attenzione.

Un momento fondamentale, a maggior ragione per gli studenti baresi, con la possibilità di confronto extra scolastico. Il futuro è digitale, c’è poco da fare. Ciò che conta, però, è non subire passivamente i cambiamenti tecnologici. A dirla tutta, la precisione della diagnosi cala di circa il 10% rispetto ai metodi tradizionali, ma i livelli sono comunque molto alti, con tempi e costi di gran lunga inferiori rispetto al passato. Un elemento fondamentale per avvicinare i pazienti al dentista, per molti utenti il meno indispensabile.

Si cambia registro, ma soprattutto si pensa anche alle tasche dell’utenza, con costi che possono essere significativamente abbattuti, al punto da essere concorrenziali con ciò che viene offerto dai viaggi odontoiatrici della speranza, per esempio in Albania, Montenegro o in Croazia. Da due anni KaVo ha avviato un programma di formazione e quella di Bari è la sola tappa del Sud Italia. Il calendario prevede altri appuntamenti al Nord, prima della chiusura nel Lazio.

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