La decisione covava da tempo. L’Assessore Paola Romano non è mai stato il loro punto di riferimento, così le nove mamme che compongono la Giunta mensa dei genitori hanno deciso di rassegnare le proprie irrevocabili dimissioni dall’importante e gratuito incarico. Lo hanno fatto con una lunga e perentoria lettera l’8 marzo scorso, ma fino a quando qualcuno non ha vuotato la pentola, tutto è rimasto sotto silenzio. Da parte dell’Amministrazione non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Probabilmente la contestazione, dura e ben argomentata, non è ancora stata digerita.

La Giunta si compone di un genitore per ogni area scolastica di Bari ed è espressione dei genitori dei Gruppi di assaggio. In questi giorni c’è già stato un primo faccia a faccia tra le mamme infuriate e l’Assessore all’Istruzione Paola Romano. Non tutte, però, sono disposte a bersi le rassicurazioni dell’amministratore, facendo il passo indietro che è stato chiesto. La Romano continua a dire di voler affrontare di petto la situazione, ma evidentemente non è stata chiara su quando intende farlo. Senza rispettare i suoi annunci, l’Assessore promette di mandare i dipendenti comunali a fare i controlli nella sede dell’azienda che fornisce 6.500 pasti al giorno, quelli assicurati ai bambini iscritti al tempo pieno e alla refezione delle scuole dell’Infanzia e Primarie.

Le mamme, dal canto loro, hanno chiesto di fare gli assaggi insieme. Pare che sul punto non si possa trattare. Precisiamo, la qualità generale del cibo offerto nelle mense scolastiche baresi è accettabile, ma non mancano episodi da monitorare con attenzione. Le dimissioni sono arrivate dopo un anno di richieste inascoltate e dopo aver preso atto che né l’assessore né il sindaco di Bari, hanno voglia di prendere in mano la situazione in modo da contribuire fattivamente al miglioramento del servizio. Le gocce che hanno fatto traboccare il piatto sarebbero state alcune dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’assessore Romano, accusata di continuare a non ascoltare la voce dei genitori.

Un comportamento ingiustificato e intollerabile, soprattutto perché – a detta delle mamme – dei molti casi segnalati nei verbali redatti dai genitori si fa finta di niente. Sono tutti consapevoli della possibilità che possano esserci problemi di varia natura – cucinando tutti quei pasti è normale – ma a detta delle mamme quei casi non possono essere ignorati se si vuole davvero rendere il servizio inappuntabile. Uno degli aspetti contestati è quello del cosiddetto manualetto, il vademecum tirato in ballo dalla Romano, che in realtà sembra non sia stato mai varato.

Ci sono faldoni e faldoni di verbali arrivati al Comune dall’inizio dell’anno, con un elevato numero di segnalazioni. La causa di questa assurda situazione è politica piuttosto che tecnica. Ladisa, l’azienda che si occupa di preparare i menù, infatti, è costretta a lavorare con proroghe decise unilateralmente dal Comune, dovendo applicare un notevole ribasso. Tutte le buone intenzioni restano chiuse nel cassetto del dimenticatoio. Dopo gli ultimi episodi finiti sui giornali era stata promessa l’istituzione di una Commissione tecnica. Non s’è mai vista. Solo chiacchiere.

Le mamme vorrebbero vedere lo stesso piglio che il sindaco sta mettendo contro sporcaccioni e portoghesi anche sulla gestione della refezione scolastica. Appena due milioni e mezzo di euro recuperati a dicembre scorso in extremis per i prossimi due anni. Ecco quanto viene speso, prelevando la fetta di torta dal “fondo straordinario del Sindaco”. Nelle scuole, dirigenti e insegnanti non hanno ancora capito se vale il vecchio o il nuovo capitolato, perché la gara per il riaffidamento del servizio che sarebbe dovuto partire il primo febbraio, annunciata dalla Romano a gennaio 2016, non è stata più messa in cottura. Lo chef ha servito l’ennesima proroga. Sulla faccenda siamo arrivati alla frutta. La speranza delle mamme è quella di veder affrontare la questione in maniera seria prima di arrivare al momento finale dell’ammazzacaffè.

 

 

 

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