«Mi verrebbe quasi da dire che sono contenta, anzi, non quasi, sono contenta di quello che sta accadendo». Qualche giorno fa lo sfogo amaro, oggi, la rabbia. Cinzia Buompastore torna sulla sua pagina facebook a parlare del suo Kursaal Santalucia, che presto ospiterà un ristorante cinese, come ha scritto lei stessa sul social network il 2 febbraio: «Il giusto epilogo per questa seccante, annosa e ormai noiosa vicenda per me, un ristorante cinese aprirà sull’ala destra del Kursaal. Per intenderci, al posto del nostro raffinatissimo ristorante Dèco».

«Non immaginate quanto questa notizia, al contrario di ogni previsione, mi faccia piacere – scriveva – tutti quei baresi che hanno esultato quando il Kursaal è diventato pubblico, sperando in non so quale migliore riqualificazione e valorizzazione rispetto a quella che abbiamo fatto noi, è quel che evidentemente meritano».

Antonella Buompastore aveva detto la sua ai nostri microfoni sulla vicenda e su certa politica, colpevole di aver preso posizione solo dopo che avevamo mostrato le pietose condizioni in cui versa la struttura.

Nonostante l’impegno a non scrivere più una parola sulla questione, Cinzia Buompastore oggi è tornata a farsi sentire, sempre tramite facebook: «Adesso tutti schifati e tutti che gridano allo scandalo e prima dove eravate tutti quanti, dove eravate quando io alzavo la voce e denunciavo inascoltata quello che stava accadendo? Adesso si sono risvegliati dal torpore dal quale per anni sono stati avvolti e si sono accorti all’improvviso che la questione li riguardava eccome e più’ di quanto non potessero immaginare».

«Io sono non a posto – prosegue – a postissimo con la mia coscienza e questa credo sia la cosa più importante per me in questo momento, ho fatto tutto quello che legalmente era in mio potere fare, forse anche troppo, affinché non andasse a finire così, non mi sono risparmiata in niente conducendo questa battaglia in completa solitudine e portata avanti, sarò sincera, forse non tanto per voi, quanto per un impegno morale preso con mio padre due ore prima che morisse. Adesso – conclude – credo che sia giusto che almeno un quarto del veleno che ho fatto io in questi anni, lo faccia chi fino a ieri ha preso alla leggera questa questione voltandomi le spalle e voltando la testa dall’altra parte».

L’assessore alle Culture Silvio Maselli, da parte sua, ci tiene a precisare: «Non possiamo intervenire sulla volontà dei privati» dice, come se la pubblica amministrazione abbia solo il compito di stare a guardare mentre un patrimonio della comunità, seppur privato, è in gioco.

«L’unica cosa che abbiamo il dovere di fare è di riconsegnare il teatro alla città, nel più breve tempo possibile» ha aggiunto l’assessore. Peccato. Seppur si tratta di un lotto non di competenza del Comune, si tratta sempre di un bene della città. La pubblica amministrazione, secondo noi, ha il dovere di operare nell’interesse della comunità. Non fosse così, allora non si spiega l’esproprio del Petruzzelli, per esempio. Ben venga, purtroppo, il ristorante cinese, ben se ne vada l’assessore Maselli. Bari merita di meglio, in entrambi i casi.

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