Benvenuti all’ospedale San Paolo di Bari, dove non è solo la merda del fine settimana nei bagni al piano terra a puzzare. È vero, non è da un ascensore in cui si accumulano rifiuti per due giorni, senza che nessuno si prenda la briga di toglierli, che si giudica un ospedale. E neppure dal fatto che un manipolo di abusivi possa impossessarsi del parcheggio o addirittura della distribuzione di alimenti e bevande nei reparti. E devi pure ringrazirli, perché senza di loro non si potrebbe neppure recuperare una bottiglietta d’acqua. Un ospedale non lo puoi giudicare dai continui episodi di violenza registrati negli anni, ma nemmeno dal fatto che i ferri si possano lavare a mano e neppure dal livello di vandalismo o dallo sbigottimento del direttore generale della Asl a cui l’ospedale appartiene.

L’intera sanità non la puoi giudicare dal fatto che in quel nosocomio, per effettuare una visita senologica ti tocca aspettare due anni e otto mesi, o se per fare un’eco addome capiti di aspettare 12 ore nella Radiologia sguarnita di notte. Non lo puoi etichettare neppure quando i pazienti vengono ricoverati su un letto centrale in una stanza in cui di letti ce ne sono già quattro. La stessa stanza in cui funziona uno solo dei campanelli per chiamare medici e infermieri. L’eccellenza dell’ospedale è fatta soprattutto dal personale che ci lavora, di ottimo livello proprio come nel caso del San Paolo, dove accade tutto ciò che vi abbiamo raccontato e molto altro ancora.

Il quinto letto è stato immortalato nel reparto di Senologia Chirugica. Da un lato la fama del personale, ottimo come dicevamo, dall’altro plafoniere impolverate al punto da avere l’impressione che non siano mai state pulite. Un reparto dove i pazienti si portano le coperte da casa. Lo stesso dove in uno dei due bagni riservati alle donne si muore di freddo perché non funziona il riscaldamento. Ciò che succede nei bagni al piano terra, poi, è il simbolo dell’assoluto livello di inciviltà che abbiamo toccato in una città malata, ma anche della trascuratezza assoluta di chi dovrebbe porre rimedio. Qualcuno avrà avuto un’impellenza o se ne sarà fottuto perché non era casa sua, ma nell’altro bagno che dovrebbe essere utilizzato dalle 8 alle 13, il segno dell’incuria è in ogni caso evidente.

Si parla di accorpamenti e “deportazioni” di personale. Si lotta per far stare i conti e i posti letto entro i limiti del piano di riordino, confuso e niente affatto convincente, ma l’ordinaria amministrazione della sanità barese e pugliese ha raggiunto livelli preoccupanti.

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