Il concertone di Capodanno a Bari ci ha permesso di scoprire qualcosa che cambierà le sorti turistiche della città per i prossimi dieci, forse quindici anni: come cucina le orecchiette Divella Anna Tatangelo, non le cucina nessuno. Parola di Gigi D’Alessio, un po’ prima di essere costretto a mangiare una mozzarella di bufala alle 00.35, perché sul Franciacorta ci sta che è una meraviglia. Del concertone resteranno anche le migliaia di fotografie e selfie degli imboscati nel back stage postate su Facebook.

Nonostante non ci fossero i 120mila attesi – erano forse la metà –  comunque un bel colpo d’occhio per la nuova edizione del “Canta Napoli”. In mezzo alla gente, assiepata dall’alba per guadagnare le transenne, resterà qualche bottiglia di vetro, comprata anche in corso Vittorio Emanuele, alla faccia dell’ordinanza; così come resterà il fragore dei botti illegali fatti esplodere ovunque, mentre sul palco il sindaco riusciva a malapena a dire grazie e buon 2016 nei tre secondi in cui gli è transitato il microfono davanti alla bocca. C’era Sgarbi in collegamento per dare luce a due bravi artisti contemporanei.

Quale opportunità turistica è stato il concertone all’inizio avversato, poi sponsorizzato a spada tratta anche dall’assessore alle Culture Silvio Maselli? Una grossissima opportunità per Axa, La Marchesa, Divella, Coconuda, Fatigati casa e tutti gli altri sponsor andati in diretta su Canale 5, davanti a un pubblico televisivo inferiore a quello della concorrenza materana di Rai 1. Durante la diretta-maratona non è andata in onda una cartolina, nemmeno la più banale, della città di Bari. Uno spot che mettesse insieme in pochi secondi quanto di meglio possa offrire a chi ieri mostrava a favor di camera cartelli del tipo: “Da Catania per te”. Ma noi non facciamo testo, perché siamo i soliti guasta feste, anche quando sottolineamo che come rappresentanti della baresità sono stati presi l’intramontabile Gianni Ciardo, lo spuntato Uccio De Santis, ma anche personaggi come Nicola Di Bari e Dolcenera, che di Bari non sono. In ogni caso un super palco e luci stratosferiche. Chapeau. Gigi D’Alessio non era in gran spolvero, apparso davvero impacciato come presentatore, soprattutto quando sul palco è salito Gianluca Grignani.

Il messaggio benefico a favore della realizzazione del villaggio dell’accoglienza, che l’Agebeo sta costruendo a Bari, è stata la cosa migliore. Auguriamo a Michele Farina di riuscire nell’impresa titanica nel nome di suo figlio e delle tante famiglie costrette a vivere il dramma della malattia lontane da casa. Se, al contrario di quanto sbandierato, l’evento fosse stato venduto per quello che è, ovvero una festa in piazza, il giudizio sarebbe stato completamente diverso. Si stappano bottiglie, magari alzando un po’ il gomito, ci si bacia e abbraccia, si va di trenino. Fosse stata venduta così, sarebbe stata una gran festa, tipica dello stile Brigitte de Bardot, Bardot da discoteca nazionale e nessuno avrebbe potuto dire neppure una sola A. Buon 2016 a tutti, a chi continuerà a sperare in un nostro tracollo e a quanti, invece, sottolineeranno la nostra onestà intellettuale non smettendo di seguirci.

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