Andrò dal direttore generale e facciamo un po’ di pulizia. Antonio Dibello, il coordinatore del 118 barese sarebbe stato categorico al telefono col suo interlocutore. La pulizia a cui si riferisce è quella di certi medici libero professionali in servizio nei punti di primo intervento (gli ex pronto soccorso) della provincia.

Un manipolo di camici bianchi, stufi di stare in balia delle onde e della disorganizzazione, hanno battuto i tacchi. Al centro delle loro ire i continui turni scoperti e l’utilizzo a piacimento dei medici del 118 anche nelle strutture che non rientrano negli accordi integrativi regionali. Le storie che hanno fatto storcere il naso sono tante e riguardano diversi ex pronto soccorso. Nel periodo caldo delle vacanze natalizie, poi, la situazione sarebbe stata emergenziale, tanto al punto che lo stesso coordinatore del 118, Antonio Dibello, agli inizi di dicembre sarebbe stato costretto a fare un turno nel Punto di primo intervento di Bitonto.

Alla fine sono volati gli stracci, anzi i fax, perché le carte non se le porta via il vento. Così, tre medici niente affatto disposti a non sapere di che turno dovessero “morire”, hanno messo nero su bianco il malcontento, minacciando di interpellare l’autorità giudiziaria nel caso non fossero stati validati i turni del mese di gannaio. C’è di più. In un Punto di primo intervento, fino al momento in cui non è stato inviato il fax con la richiesta perentoria, il medico smontante non sapeva chi avesse dovuto sostituirlo. Guarda caso, pochi minuti dopo la missiva è arrivato il nome e cognome del sostituto: un medico smontante dalle sue 12 ore a bordo di un’ambulanza del 118 che, su segnalazione scritta dello stesso Dibello, sarebbe arrivato con mezzora di ritardo a fare altre 12 ore nell’ex pronto soccorso. In realtà il ritardo è stato di un’ora e mezza. In quel lasso di tempo nessuna copertura assicurativa e nessuna tutela per il medico libero professionale del Ppit smontante, che non può lasciare il posto di lavoro perché altrimenti interromperebbe un pubblico servizio. Paradosso di una gestione che abbiamo definito più volte scellerata, come l’impiego degli straordinari per l’organizzazione dell’ordinaria turnazione.

La sensazione è che si navighi a vista, all’occorrenza, senza una vera programmazione, a maggior ragione dopo la chiusura notturna dei punti di primo intervento di Conversano e Santeramo (di cui parleremo dettagliatamente), con il pretesto dei pochi accessi da parte degli utenti.

In questi giorni, per esempio, in un Punto di primo intervento alle 20 di sera non è arrivato il cambio e senza preavviso lo smontante ha dovuto tirare dritto per altre 12 ore, fino alle 8 del mattino seguente. Turno fatto senza autorizzazione del coordinamento. Sì, perché succede anche che ai telefoni dei reperibili della sede di Truggiano non risponda nessuno. Almeno stando a quando denuciano decine di operatori del 118 e quelli in servizio nei Punti di primo intervento.

Senza contare tutte le volte che il cambio arriva con ritardo, perché i sostituti vengono trovati per il rotto della cuffia. Nella maggior parte dei casi operazioni fatte a voce, senza niente di scritto. Anche perché è vero che ci sono i reperibili del Coordinamento del 118, ma non sono reperibili in sede e quindi, per esempio, non possono mandare un fax. Le storie curiose sono tante, troppe. Secondo quanto ci viene riferito da una fonte accreditata, ma che purtroppo non abbiamo avuto modo di accertare, il 31 dicembre a Conversano l’ex pronto soccorso sarebbe rimasto eccezionalmente aperto anche di notte. Il medico di turno, però, pare non sia riuscito a fare il turno, presieduto in realtà dal sostituto di Dibello al coordinamento. Gli strordinari e i super festivi fanno gola. Il medico libero professionale inserito regolarmente nel prospetto, invece, se ne sarebbe dovuto andare a Sammichele dove non avrebbe potuto turnare perché quello è un Punto di primo intervento che rientra nell’accordo integrativo regionale.

Lo so, è difficile da capire per i non addetti ai lavori, ma la questione è davvero ingarbugliata. La situazione è complicata anche a Grumo, dove starebbe turnando un medico del 118 e non un ibero professionale. Avevamo già scritto di una disposizione che vietava in maniera categorica questo utilizzo promiscuo dei medici, disattesa proprio da chi l’ha formulata. Ci sarebbero regole e contratti da rispettare. Dibello andrà pure dal direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro, per chiedere una bella pulizia. Speriamo, però, sia una pulizia generale e non la solita ritorsione contro qualcuno.

 

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