Aspettando di sapere come andrà a finire la storia del verbale sul “funzionamento” del sistema di telecardiologia a Taranto, siamo venuti in possesso di una registrazione in grado di chiarire ulteriormente lo scandalo che ha travolto alcuni dei vertici della sanità pugliese e dell’azienda ospedaliera Policlinico di Bari. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno chiesto copia del verbale in cui potrebbe esserci l’ammissione del mal funzionamento della telecardiologia e su cui potrebbero esserci novità importanti nelle prossime ore. La richiesta è stata fatta a Vito Bavaro, responsabile del Servizio Sistemi Informativi e Investimenti in Sanità della Regione Puglia.

L’ingegnere è coinvolto in questa storiaccia perché a lui, tramite il suo ufficio, è spettato il compito di acquistare, a circa 1.800 euro euro ciascuno, i tablet tanto contestati (per ora 211) dai medici del 118 utilizzati per l’invio dei dati dei pazienti da refertare in caso di presunto infarto e altre patologie cardiache. Finalmente, dunque, abbiamo scoperto da chi è partita la richiesta di “fabbisogno” del DSS HELIS nei Living Labs della Regione Puglia, ancora oggi un “prototipo” non certificato dal Ministero della Salute, ma purtroppo già in uso con gravi rischi per la vita dei pazienti.

Siamo in grado di farvi ascoltare una sconcertante conversazione in cui emergono dichiarazioni assolutamente preoccupanti fatte proprio da “mister tablet”, l’ingegner Vito Bavaro che, tra le altre cose dice: «Io non c’entro niente con la telecardiologia (pur avendo espresso personalmente il fabbisogno del progetto Helis ai living labs)…Hanno fatto un prgetto che è critico, cioè mo tu togli che il tablet non lo dovevo comprare io e lo devono comprare loro e l’idea loro, di coso che è critica. Perché l’altro giorno l’ho mandato a fare in culo, gli ho detto che lui dichiara il falso nelle lettere, e si è offeso. Questo è un gioco per… loro sono in ritardo. Il giochetto è mo la butto in culo a Vito Bavaro che non mi ha fatto arrivare il tablet in tempo utile. Allora così è? Ed io mo te li ordino, 90 giorni, e stanno qua ad aprile. Mo vediamo, tanto ho la tua lettera che mi dice che posso procedere…A me il progetto non piace proprio, secondo me è assolutamente campato in aria. Nel loro caso non puoi fare l’elettocardiogramma. È come se non lo fai o meglio, non puoi trasmetterlo».

Proprio così, Vito Bavaro sa bene che il sistema non funzionerà. A sottolinearlo come sempre sono i documenti ufficiali. In questo caso un verbale di una riunione tenuta all’assessorato al Welfare della Regione Puglia, in via Gentile 52, convocata dal Policlinico. È il 18 febbraio scorso. Nel verbale si legge: «I responsabili del progetto di telecardiologia prendono atto che solo una parte del territorio è servita da connettività a banda “larga”, mentre nella quasi totalità del territorio (99%) è assicurata una connettività di tipo EDGE. Intervengono a tal punto i tecnici della Consis, responsabili del progetto Helis, i quali dichiarano di non essere particolarmente preoccupati in quanto la qualità dei dati da trasferire non è elevata (un tracciato ECG pesa circa 200kbyte). Tuttavia uno studio approfondito sulle esigenze in termini di banda non è stato ancora effettuato».

Il nuovo sistema di telecardiologia è partito tra mille difficoltà, creando disagi in tutta la Puglia, ma quello studio non è mai stato effettuato ancora adesso mentre scriviamo. Torniamo alla conversazione allegata al pezzo. Bavaro afferma, riferendosi ai tablet: «Non voglio buttare soldi dell’amministrazione. Li compro tutti insieme solo se voi mi dite che vanno bene. Il 14 maggio ho scritto, ho scritto a settembre, novembre, dicembre, gennaio, mai una risposta. Il 3 febbraio questa lettera in cui lui in una riunione del 13.10, in cui mi sono trovato a passare, mi aveva detto ufficialmente, poi ufficialmente la pubblica amministrazione o mi fa un verbale o mi fa una lettera, che quei tablet andavano bene, il 13.10. Il 13.10 me lo ha detto, ma quando mai? Allora perché mi hai risposto solo oggi?».

La discussione continua, fino ad arrivare ad un altro passaggio particolarmente interessante. Un intervento di Vitangelo Dattoli, il direttore generale del Policlinico. «Superiamo, se vuoi ti faccio una integrazione. Siccome l’ho firmata io, ti do l’interpretazione originale del mio pensiero, cioè nel senso che dico… si è citato il verbale del 13.10.2014 di cui bozza è qui, mai firmata, che vorrei leggerti, se tu vuoi firmare pure apocrifo, con calma. Il verbale del 13.10. Non è stato mai firmato, ora ritieni verbalizzato».

Ma che razza di modus operandi è? Tutto questo è legale? Bavaro, il cui unico problema è formale pur avendo sollevato dubbi sull’efficacia del sistema di telecardiologia, limita la sua risposta a un laconico: «Sì, sì». Al contrario, avendo un’idea completamente diversa ed essendo un dirigente regionale che dice di non voler sperperare denaro pubblico, ci saremmo aspettati una presa di posizione più decisa.

Sappiamo chi è il famoso “mister tablet”, colui che si è preso la briga di firmare l’acquisto degli strumenti che stanno facendo dannare gli operatori del 118, mettendo a repentaglio la vita dei pugliesi; che la famosa “richiesta di fabbisogno” è partita dall’assessorato della Salute diretto da Vincenzo Pomo, quello della trattativa strettamente confidenziale a cui faceva riferimento il dottor Daniele Amoruso. Vincenzo Pomo che, secondo alcune indiscrezioni non ancora confermate, sapeva perché infermato direttamente dal suo sottoposto Vito Bavaro, che il sistema non avrebbe funzionato a puntino. Sappiano inoltre che la società “Insoft 2000”, capofila del progetto e socia della Doctor S.r.l. dello stesso Daniele Amoruso nel consorzio Daisy-Net, insieme al consorzio Consis (di cui ci occuperemo nelle prossime puntate aprendo uno spaccato altrettanto preoccupante sulla nasciata dei Living Labs), ha preso un finanziamento di 731mila euro. Sappiamo anche che il dottor Daniele Amoruso, pur essendo socio della Insoft 2000, è il responsabile per il progetto Helis del Policlinico di Bari, nominato proprio dal direttore generale dell’azienda ospedaliera Vitangelo Dattoli.

Ciò che abbiamo pubblicato finora e ancora pubblicheremo, poi, fa nascere una domanda: Perché nessuno di quanti sapevano che il progetto avrebbe fatto acqua e che dietro c’erano interessi privati, non ha mai sporto denuncia o semplicemente sollevato il problema? Perché neppure i delegati di Innovapuglia e Ised non sono intervenuti, pur avendo anche loro partecipato alle riunioni in cui sono emerse le presunte irregolarità?

Indaga la Procura su tre fronti, che potrebbero essere unificati con l’aggiunta di altri iscritti nei fascicoli finora aperti; la Guardia di Finanza sta continuando a raccogliere materiale. Noi invece vi diamo conto di documenti e testimonianze, nel caso in cui qualcuno voglia ulteriormente tentare di screditare il nostro lavoro certosino. Sì, perché se qualcuno ancora non lo avesse capito, in questa storiaccia sono in gioco le vite dei pugliesi.

 

Trascrizione conversazione tra Dattoli e Bavaro del 5 febbraio 2015

BAVARO: Io non c’entro niente con la Telecardiologia
BAVARO: No, come hanno progettato loro il progetto, perchè il progetto loro e neanche mi hanno scritto acquisto tablet, non mi hanno scritto neanche il numero questi signori, caso mai devono andare proprio a fare in culo. Hanno fatto un progetto che è critico, cioè mo’ tu togli che il tablet non dovevo comprarlo io e lo devono comprare loro e l’idea loro di… di coso che è critica
BAVARO: Sono loro i responsabili, loro sanno… oh, questa delibera mica la so firmata io, la delibera 4…. Loro l’hanno proposta… il progetto
BAVARO: Nel loro caso non puoi fare l’ecg
BAVARO:Non puoi trasmetterlo più che altro
BAVARO: E’ come se non lo fai.
BAVARO: Perché io ieri… l’altro giorno l’ho mandato a fare in culo, gli ho detto che lui dichiara il falso nelle lettere, e si è offeso.(ndr : si tratta di Dattoli) Perché io a Maggio 2014 quando è successa questa cosa feci la riunione… sai… ci riuniamo…
BAVARO: Il 13.10 me l’ha detto, ma quando mai? Allora perché mi hai risposto solo oggi? Allora chiamai DATTOLI e dissi: “Mo devi venire ddo’ che questa cosa me la devi cambiare”. Però io coi tempi secondo me… allora questo, questo qua che cosa è? Questo è un gioco per… loro stanno in ritardo, il giochetto: “Mo’ la butto in culo a Vito BAVARO che non mi ha fatto arrivare i tablet in tempo utile”.
DATTOLI: Ciao carissimo.
BAVARO: Però francamente non capisco come uno possa dichiarare….
DATTOLI: Sì, però mo’…
BAVARO: …no, no, io…
DATTOLI: Prima andiamo a ritroso.
BAVARO: Come uno possa dichiarare una data senza aver avuto l’assicurazione da quello che deve fare l’altro pezzo che tutto sia andato…
DATTOLI: Vabbè, però ora vediamo di capire…
BAVARO: Cioè voi assicurate una data… che tra l’altro poi in questa lettera non assicurate che partite con il servizio di Telecardiologia, assicurate che installate la Pre-Control Room ed assicurate che acquistate gli ECG. Io come… e questo me lo ricordo invece sicuramente, il 13.10, però non volli entrare perché il progetto è di vostra responsabilità, ve l’ho detto il 13.10 che secondo me manca un disegno del progetto, cioè non vi è… e non ho capito… io credo, e poi se io mi devo integrare… il mio progetto si deve integrare con il vostro, voglio che venga…
DATTOLI: E certo.
BAVARO: …fatta progettazione a standard ISO, un progetto fatto come Cristo comanda, non diciamo uno studio di fattibilità che è quello allegato alla DGR che è una indicazione di intenti più che…
DATTOLI: Vabbè, vediamo però a quello che…
DATTOLI: Superiamo, se vuoi ti faccio una integrazione. Siccome l’ho firmata io, ti do l’interpretazione originale del mio pensiero, cioè nel senso che dico… si è citato il verbale del 13.10.2014 di cui bozza è qui, mai firmata, che vorrei leggerti, se ti vuoi firmare sia pure apocrifo, con calma. Il verbale del 13,10…
DATTOLI: Non è stato mai firmato, ora ritieni formalizziamo
BAVARO: Sì, sì.
BAVARO: Questo me lo vuole mettere in culo.
BAVARO: Ce la volevano mettere in culo sui tablet.