Guardie 24, disgrazia 17, denari 46, mazzate 38, pacco 58, tavola imbandita 82. Numero jolly 48, morto che parla. Prendete carta e penna. Chissà che il nuovo sistema di telecardiologia “pubblica” non riesca a farvi sbancare il superenalotto. Questa è la prima sestina, ma non perdete le speranza, perché ve ne daremo altre con interpretazioni diverse, tutte attinenti alla storiaccia che si sta consumando sul cuore dei cittadini e degli inascoltati operatori del 118. Siccome per molti vertici della sanità pugliese – speriamo almento non per il presidente della Regione Michele Emiliano – tutta questo schifo è un gioco, giochiamo anche noi.

Chi non si arrende nella difesa di questo aborto e probabilmente della sua poltrona, è il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli. Come un novello tomboliere ha sparato alcuni numeri davveo incredibili, senza neppure curarsi di mantenere una certa costanza. Sì, perché una delle doti di chi inventa deve necessariamente essere la coerenza. In caso contrario basta una calcolatrice per sbugiardare chiunque. I numeri, dicevamo, questi maledetti numeri che inchiodano tutti alle proprie responsabilità.

Il 5 ottobre uno dei più autorevoli giornali pugliesi pubblica un articolo dal titolo “Telecardiologia, ecco perché si risparmia-dal 1 al 4 ottobre trattati in media 200 casi al giorno. Ecg diminuiti del 50%. La regione: carte in procura”. Memorizzate e segnate anche un’altra cifra: 3.564. So bene che non si può giocare, se non spacchettato, ma non si può mai sapere, magari cambiano le regole così come sono cambiate le norme più elementari nel percorso a dir poco tribolato di questa telecardiologia.

Il collega dell’autorevole giornale, ha comunicato come nello stesso periodo dell’anno scorso il sistema del vecchio gestore aveva dichiarato una media di 327 casi al giorno e 2 anni prima una media di 307 casi al giorno. Probabilmente voleva insinuare che il vecchio gestore truccasse i dati. In ogni caso dichiarava una media superiore di oltre il 50% rispetto a quella del sistema pubblico. Per questa incoerenza nei numeri la Regione avrebbe avviato un approfondimento con lo scopo di rivolgersi alla magistratura, ormai seppellita dalle carte relative alla telecardiologia.

Abbiamo saputo che ogni mese la Regione riceve un compact disc dove sono indicati i dati minuto per minuto, completi di postazione, città, nome del paziente e orario di registrazione dell’ECG. La Regione, poi, possiede persino le password per controllare in ogni momento l’andamento dei flussi in tempo reale. Quali carte la Regione starebbe preparando per la magistratura, nel caso il vecchio gestore del servizio avesse bluffato? Quelle della sua omessa vigilanza?

Con l’informatica si può fare tutto, è vero, anche giurare che è stata fatta una sperimentazione senza elettrocardiografo, tablet e centrale di telecardiologia. Si può anche dire che le prove siano state fatte sulle ambulanze, mentre poi si scopre dal Progetto HELIS che di ambulanze non se ne sono mai viste e che la sperimentazione è stata invece svolta ambulatorialmente, diversamente da quanto dichiarato nel progetto. A questo punto consiglieremmo alla dottoressa Adriana Agrimi di controllare bene la documentazione prodotta dal Consorzio Consis prima di pagare, perché la Corte dei Conti – che di numeri se n’è intende – potrebbe chiedere conto di quei numeri.

Torniamo a occuparci proprio dei numeri. Maledetti numeri. Appena qualche giorno dopo l’articolo incriminato, il 12 ottobre, sullo stesso giornale Dattoli comunica l’aggiornamento dei dati per il periodo compreso tra l’1 e il 10 ottobre, aggiungendo quelli relativi ai 6 giorni di lavoro (dal 5 ottobre alla mezzanotte del 10 ottobre). Considerate che il direttore generale dichiara una proiezione per il mese di ottobre di 11.000 ECG (cioè 354 ECG al giorno di media). Performance che da sola sarebbe sufficiente a rassicurare l’opinione pubblica sull’efficienza del servizio.

Ci sarebbe a questo punto veramente da attaccare al muro quella insolente della consigliera regionale Antonella Laricchia per aver “procurato allarme”. Ma come, le corne ca tine (irriverente), rivoluzionaria di una Laricchia, ci era sembrato che il dato relativo ai primi 4 giorni potesse dare una proiezione di 6-7000 ECG, non di più, visto che si doveva risparmiare. È entusiasmante vedere che gli operatori del 118 hanno iniziato a sbizzarrirsi e addirittura a superare i dati del vecchio gestore. Per chi ci crede #vatuttobene. Le donne non ce ne vorranno, ma facciamo un po’ di conti alla femminile in modo da dare alla Regione qualche dato in più da portare in procura.

IL CALCOLO FINALE – Dattoli dichiara di aver fatto nei primi 10 giorni 3.564 ECG (356 ECG di media al giorno) e nei primi 4 giorni 800 ECG (200 ECG di media al giorno). Facendo 3.564 meno 800 abbiamo un risultato di 2.764 ECG fatti nei 6 giorni successivi. Se dividiamo 2.764 per i 6 giorni viene fuori un risultato di 460,6 ECG al giorno. Risultato davvero eccezionale. Un controllo con la calcolatrice alla mano su queste dichiarazioni andrebbe fatto. Magari a farlo potrebbero essere la dottoressa Mariangela Lomastro o il dottor Vincenzo Pomo, o il nuovo direttore dell’Area regionale della Salute, che poi è anche il marito della Lomastro, Giovanni Gorgoni.

Tutto questo, ovviamente, cozza con quanto sta succedendo. Senza calcolatrice si può perdere il filo e finire persino col credere a qualcuno di quei dati. Purtroppo, invece, succede che gli operatori del 118 stanno iniziando a portare i pazienti in ospedale senza neanche farlo l’ECG, perché il servizio non funziona dove non c’è internet. Secondo le ultime stime di Dattoli (al quale crediamo ciecamente visto il precedente della firma “apocrifa”), parliamo di una media di 460 ECG al giorno, che porterebbe ad un risultato mensile di oltre 14.000 ECG al mese. E pensare che mancano ancora i dati di Taranto, dopo che il coordinatore del 118 Mario Balzanelli, ha presentato un esposto in procura per far luce sul nuovo sistema, chiedendo per il bene dei 609.000 tarantini l’utilizzo contemporaneo del vecchio sistema.

Ci sarebbe da piangere, ma chissà che non riusciate a vincere anche solo un ambo. Non perdete questa straordinaria occasione. Nel caso di una vittoria, anche di poco conto, però, ricordatevi di bari.ilquotidianoitaliano.it.  Noi, almeno, i calcoli ci siamo presi la briga di farli con la calcolatrice prima di sparare numeri.

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