Il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, manda la relazione scritta dal dottor Daniele Amoruso in merito al conflitto d’interesse da noi denunciato all’Ufficio anticorruzione dell’azienda ospedaliera e avvia la sua operazione verità sulle procedure che hanno portato all’avvio del fallimentare nuovo sistema Helis di telecardiologia. Le conversazioni e i documenti che pubblichiamo oggi farebbero venire la pelle d’oca a chiunque, soprattutto perché emerge chiaramente come il sistema sia partito con i peggiori auspici, in maniera superficiale, senza test e con una quantità impressionante di menzogne. Così come stiamo facendo noi, pubblicando documenti ufficiali e incredibili conversazioni, ci piacerebbe che anche il direttore Dattoli desse in pasto qualcosa in più delle sue ovvie e trionfalistiche dichiarazioni alla stampa amica.

LA GARA PER GLI ELETTROCARDIOGRAFI – La gara per l’acquisto degli elettrocardiografi da utilizzare nel servizio di telecardiologia del Policlinico è stata vinta dalla Aliser Srl, il cui amministratore di fatto e l’arcinoto Vincenzo Izzo. Lo stesso Vincenzo Izzo contro cui, tra gli altri, la Giunta regionale si è costituita parte civile nel procedimento penale n. 629/14 R.G.N.R (stralcio del n. 8911/06) R.G. n. 320/14 G.I.P. del Tribunale di Brindisi a carico di Cosimo Bagnato più altri 12. In sintesi, sono contestati reati contro la pubblica amministrazione e Aliser Srl è al centro di un processo per turbativa d’asta. La Regione, quindi, da un lato si costituisce parte civile, dall’altro sta per sganciare 465.571,52 euro per l’acquisto degli elettrocardiografi del sistema Helis. C’è di più, evidentemente come premio, ad Aliser sono stati ordinati altri 40 elettrocardiografi (potranno essere fino a 80) senza gara, perché nel primo appalto era già prevista la possibilità dell’acquisto di altri apparecchi (fino al 40% di quelli già presi) senza bandire appalti.

Alla gara europea – particolare non da poco – non tutti sanno, hanno partecipato solo due aziende: Aliser Srl e Mortara Srl. Strano in considerazione del fatto che si trattava della fornitura di semplici elettrocardiografi. Il discorso si fa sempre più interessante. La Aliser Srl, però, a quella gara non avrebbe neppure potuto partecipare. Mancava l’idoneità professionale a norma dell’art. 39 del D.Lgs 163/2006. Spieghiamo per i non addetti ai lavori. Per partecipare bisognava dimostrare di avere come attività prevalente quella oggetto della gara: la fornitura degli elettrocardiografi. Dalla solita, banale, visura camerale scopriamo che Aliser Srl come prinicpale attività ha quella finalizzata all’organizzazione di convegni, esposizioni e fiere.

È inspiegabile come Aliser Srl sia riuscita a vincere l’appalto. Inspiegabile – seppure solo apparentemente – come il fatto che l’altra sola concorrente, l’azienda Mortara, non abbia fatto ricorso al Tar davanti a una così evidente mancanza. E qui spuntano le solite maledette malelingue, che tirano in ballo il dottor Lino Renna, rappresentante della Burke & Burke per i sistemi POCT (anch’essi facenti parte del nuovo sistema di telecardiologia), che si è aggiudicata un congruo contratto negoziale, senza quindi alcuna gara, di appena 1.250.000 euro (escluso il costo dei reagenti non inseriti nel progetto deliberato dalla Regione Puglia probabilmente per non far lievitare le spese e poter dire così che con la nuova telecardiologia si risparmia). Renna è stato anche il procuratore della Mortara nella gara degli elettrocardiografi. Per la cronaca: i reagenti annualmente possono valere circa 1 milione e mezzo di euro. Dell’appalto delle analisi parleremo dettagliatamente in seguito.

Aliser Srl, come dicevamo, non avrebbe potuto partecipare, soprattutto perché sulla questione si è espresso anche il Consiglio di Stato: L’attività inerente l’oggetto dell’appalto non può che essere intesa come l’attività prevalente svolta dall’impresa, essendo soltanto quest’ultima qualificante ai fini dell’iscrizione del registro delle imprese.

Fortunatamente la magistratura ha aperto un fascicolo su questa gara e la Corte dei Conti sta aspettando che qualcuno, anche di tasca propria, paghi comunque questa fornitura. Alla luce di ciò che pubblichiamo speriamo anche noi, quanto i cittadini pugliesi più attenti, che qualcuno risponda di questo abuso. Entro il primo novembre, infatti, la Regione Puglia dovrebbe dare al Policlinico i benedetti 465.571,52 euro per gli elettrocardiografi. Cifra che il Policlinico a sua volta utilizzerebbe per pagare Aliser Srl. Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a prendersi questa responsabilità, correndo il rischio di dover pagare di tasca propria?

Più scaviamo nel torbido e più appare raccapricciante ciò che scopriamo. Il ciambotto della telecardiologia è stato deciso a tavolino prima ancora che fosse assegnata la gara in via provvisoria. Avete letto bene. E con il solito piacere ve lo dimostriamo con le carte. Ricordate quella voce di sottofondo nel video in cui vi abbiamo fatto ascoltare l’invito all’ingernere Vito Bavaro (dirigente regionale) rivolto dal direttore generale del Policlinico a firmare apocrifo un verbale? L’ingegnere Bavaro convinto che Dattoli glielo volesse mettere in culo sulla storia dei tablet? Bene, quella voce che dice “superiamo…”, evidentemente intendendo la polemica, era dell’ingegner Nicola Serrone, il nuovo capo dei Sistemi informativi del Policlinico, inseritosi subito nel gruppetto della telecardiologia, ricoprendo un ruolo centrale.

La scandalo, dunque, si arricchisce di situazioni inedite, personaggi e documenti a sostegno della nostra tesi. Per farvi comprendere meglio la storia partiamo dal 10 dicembre 2014, quando Dattoli è costretto ancora una volta a spostare la partenza del servizio di telecardiologia perché non sono ancora pronti.

LA LETTERA DI VITANGELO DATTOLI A MARIANGELA LOMASTRO – Per giustificarsi nei confronti della Regione, in particolare della dottoressa Mariangela Lomastro, responsabile regionale per la Telecardiologia (per intenderci, quella che ha dato parere positivo nell’istruttoria del progetto), moglie del direttore generale dell’Asl lecce, il direttore generale del Policlinico compila una bella relazione dove si raccontano enormi fandonie dimostrabilissime in qualunque sede. A scanso di equivoci non siamo noi a dirlo, ma i documenti che potete leggere.

Dattoli scrive: “A tale proposito, sono lieto di comunicare che le prove tecnico-operative, espletate in data 1 dicembre 2014 presso la direzione generale del Policlinico, hanno avuto esito positivo. Tutti i test di trasmissione e ricezione di elettrocardiogrammi si sono svolti con risultato soddisfacente, avendo la commissione verificato che ogni ECG trasmesso è stato istantaneamente segnalato nelle rispettive postazioni Pre Control Room e Control Room, che lo specialista ha potuto visualizzare il tracciato, refertarlo e inviarlo correttamente al tablet in dotazione presso l’unità mobile di soccorso Toughbook Panasonic CF-H2. Pertando, avendo attestato sulla base dei test effettuati, che la piattaforma è idonea a espletare il servizio richiesto in base al D.G.R. n. 585 è stata avviata la fase conclusiva del progetto Helis, che prevede che la piattaforma venga messa a disposizione dell’azienda Policlinico entro il 28 febbraio 2014. In questa fase saranno progressivamente attiviati collegamenti con le unità del 118, in modo da testare ulteriormente anche su vasta scala, l’operatività del servizio”.

La lettera che alleghiamo, di cui riportiamo qui solo lo stralcio che ci ha fatto sobbalzare dalla sedia, parla di prove tecnico-operative nel servizio reale che hanno avuto esito positivo. Parla di test di trasmissione con gli elettrocardiografi, che ancora non esistono perché le buste della gara non sono state ancora aperte e non si conoscono gli elettrocardiografi da utilizzare. Si parla di Pre Control Room e Control Room che ancora non esistono, perché i locali ospitano il vecchio Reparto di anestesia e rianimazione e sono stati completati solo tra maggio e giugno, comunque senza attrezzature e mobili. Si parla dei Toughbook, tablet che non esistono perché andati fuori produzione e mai dati in ambulanza.

Una lettera inquietante, soprattutto per una circostanza: il sistema Helis oggi operativo, maledetto dagli operatori del 118, a quella data non esiste ancora. I documenti finali del dei living labs sono stati consegnati alla Regione solo solo il 30 settembre 2015; non si conosce ancora l’esito della Regione sul progetto, a quel punto solo un prototipo non certificato. Non vogliamo togliervi il gusto di una delle prossime puntate, quella in cui approfondiremo anche questo tema, molto caro a Daniele Amoruso perché socio della Insoft 2000. In pratica, Dattoli fornisce spiegazioni, certamente concordate, ma assolutamente lacunose.

IL VERBALE DEL 2 MARZO 2015 – Il 18 febbraio, data dell’incontro tra Dattoli e Bavaro, si tira in ballo un’altra assurda riunione, quella del 2 marzo, con oggetto “il monitoraggio degli stati di avanzamamento del progetto di telecardiologia”. In questa riunione avviene qualcosa di allucinante, che fa comprendere come il vincitore della gara per gli elettrocardiografi sia in realtà già noto, anche prima dell’aggiudicazione provvisoria. Le frasi dei primi tre capoversi sono raccapriccianti e danno l’idea di quale possa essere l’andazzo al Policlinico di Bari.

L’ingegner Serrone comunica che è stato redatto un progetto esecutivo del sistema di telecardiologia. Scusate, il progetto approvato dalla Regione Puglia il 2 aprile 2014, con l’avvio del servizio il 1 luglio 2014, non era esecutivo? E lo dicono 10 mesi dopo l’approvazione della delibera di giunta che sarà, (cioè che deve essere ancora trasmesso alla Regione Puglia), perché la redazione del progetto è stata possibile in quanto si è deciso l’elettrocardiografo da utilizzare. Vuol dire che il progetto è stato approvato 11 mesi prima?

Nel verbale in cui vengono riportate le dichiarazioni di Serrone, si legge che l’elettrocardiografo è quello della ALISER, sebbene l’aggiudicazione definitiva non sia stata ancora formalizzata. Il bello della dichiarazione sta nel fatto che l’affidamento provvisorio dell’eletrocardiografo della Aliser sarà fatta solo il 24 marzo con delibera n. 0390 e quello definitivo il 30 aprile. Lo ricordiamo, siamo appena al 2 marzo. Ingegner Serrone, come faceva a sapere chi avrebbe vinto la gara per la fornitura degli elettrocardiografi con 22 giorni di anticipo?

Nelle frasi che sentirete dire dall’ingegnere nella conversazione audio, si parla delle prove del 1 dicembre (le famose prove). L’elettrocardiografo utilizzato è quello della Mortara, l’azienda che pare abbia eccepito dei rilievi nel corso di gara, respinti dalla commissione aggiudicatrice (delibera n. 0390 del 24 marzo 2015 pag. 2 di 3). La cosa molto strana è che nella registrazione del colloquio relativo proprio allo pseudo ricorso della Mortara, avvenuto nel corso della riunione del 18 febbraio fra Amoruso, Serrone e Di Cillo (vi daremo su di lui altro materiale), Serrone dice che il ricorso deve: “Decadere” perché la prova fatta con l’apparecchio della Mortara è stata negativa. Sì, proprio così, negativa: “Caso mai voglio dire la prova è negativa, viene a decadere il ricorso” e Di Cillo conferma: “Eh appunto”, mentre Serrone rilancia: “Autoeslusione”.

Ma allora, se la prova fatta con l’apparecchio della Mortara è stata “negativa”, come ha fatto Serrone, presente nella commissione giudicatrice, a far attribuire all’azienda Mortara il punteggio tecnico massimo di 60/60? Qualcosa non quadra. Speriamo che gli organi inquirenti facciano quadrare presto e al meglio il cerchio. Leggendo attentamente il verbale, inoltre, si comprende quanto sia approssimato tutto il progetto, mai realamente testato sul campo. È in ballo la vita dei pugliesi. Non dimentichiamolo.

CONVERSAZIONE 18 FEBBRAIO 2015 PRESSO LA REGIONE PUGLIA

AMORUSO: Anche il Direttore Generale c’è?
BAVARO: Sì, ha detto che sta qua, ha detto che voleva partecipare all’inizio.
AMORUSO: All’inizio.
[Chiacchierano tra di loro]
BAVARO: L’altro giorno perché stavamo litigando?
AMORUSO: Che si dice allora della gara?
Di Cillo: Hanno fatto ricorso Mortara e quindi… noi Lunedì ci incontriamo.
Serrone: Quando vediamo [Termini inc] di pomeriggio.
Amoruso: Lunedì Mattina.
SERRONE: Mattina, scusa.
Di Cillo: Ho parlato con Vitangelo e ha detto voi fate… mettete a verbale che avete preso atto di questo senza dire niente. Lunedì pomeriggio quando si incontra l’ufficio legale con Molinari e ci dà dei consigli su come muoverci su questo ricorso.
AMORUSO: Ma avete previsto… comunque prevediamo delle…
SERRONE: La prova la dobbiamo fare per forza.
AMORUSO: Lo so che dobbiamo fare
[Termini inc]
[Accavallamento voc]
DICILLO: Vabbè, mo’ parliamo con la CONSIS…
SERRONE: E caso mai voglio dire la prova è negativa, viene a decadere anche il ricorso.
DICILLO: Eh, appunto!
SERRONE: Autoesclusione. I tempi li deve dettare MOLINARI, cioè nel senso che [Termini inc] questa cosa che è arrivate, ne prendiamo atto [Termini inc]
AMORUSO: Quindi Lunedì vi vedete con MOLINARI?
SERRONE: No, con i suoi… la commissione…
AMORUSO: Insomma l’importante è che decidiate Lunedì, perché oggi è Mercoledì.
SERRONE: E lo so, lo so.