Un polo di eccellenza secondo il direttore generale della Asl Vito Montanaro, i cui reparti hanno però appena 4 o 5 posti letto, sotto organico di personale medico e infermieristico e che proprio per questo si prepara a ridurre ulteriormente la possibilità di ricovero.

Quelle che sembravano voci, saranno oggetto di una riunione, domani 14 ottobre, tra il direttore dell’ospedale Perinei di Altamura Alessandro Sansonetti e lo stesso Montanaro. Dunque, si tratta di qualcosa in più di un semplice rischio, come ci ha detto il dottor Sansonetti, confermando ciò che noi avevamo scritto dopo la difesa d’ufficio del direttore generale della Asl: «O mi arriva il personale o mi danno lo straordinario, sennò non so come fare ad andare avanti. Non è che firmo lo straordinario a tutti, poi magari alla fine andiamo alla Corte dei Conti e non arriva neppure il personale».

Di fondo resta il fatto che al Perinei manca il personale…
«Mancano 150 infermieri! Ho aperto i reparti nuovi con il personale a straordinario degli altri reparti, e non ho aperto tutti i posti letto, ne ho aperti 4 o 5 per iniziare le nuove discipline. Ho aperto oculistica, urologia, neurologia, abbiamo aperto otorino. Gli infermieri degli altri reparti si mettono in doppio (turno, ndr) e gli paghiamo lo straordinario, ma fino a quando posso tirare? Ho già consumato il budget annuale per cui (il direttore generale? La Asl? La Regione?) mi deve dire se devo continuare o meno, o sennò mi facesse venire il personale, perché il personale ancora non si vede. Si ferma agli altri ospedali, ma qui non arriva nulla, poca gente, perché dicono che ad Altamura non vuole venire nessuno, non ho capito perché, se è vera questa cosa».

Ultimamente del Parinei si è parlato molto, il direttore generale Montanaro lo ha definito un’eccellenza del territorio, ma un ospedale con pochi posti letto, senza personale e i reparti aperti in regime di straordinario…
«Mi faccia dire una cosa. L’ospedale Di Venere a Bari sta viaggiando col 50% di posti in meno perché è cantierizzato, noi invece abbiamo i posti letto vuoti, l’ospedale nuovo, accreditato. Perché non si prende il personale di là e lo si porta qua? Voglio dire, anche se il direttore generale non riesce ad avere i soldi dalla Regione, cosa non vera perché nelle altre Asl lo fanno, per quale motivo qui non arriva il personale? Ci sono quattro neuro a Bari, una si prende e si porta qua! E si riempie la neuro nostra».

Dirà queste cose al direttore Montanaro domani?
«Spero che glielo dirò, che lo capirà, ma non hanno…forse il coraggio di fare queste cose…forse politica, non lo so…certo il Perinei va riempito…io l’ho aperto per avviarlo, adesso ho bisogno di sostentamento, sennò come faccio ad andare avanti…perché la struttura stava andando in abbandono, c’era una situazione…adesso, con il personale che ho, i dati dell’ospedale sono buoni, però bisogna implementare. Ho spremuto il personale come limoni, ma non posso spremere di più».

Da qui a definirlo un polo d’eccellenza forse siamo ancora lontani…
«Eccellenza è la qualità non la quantità, noi abbiamo già dei punti di eccellenza di alcune discipline, però anziché avere 15 letti ne ho 4. È tutto al minimo, è ospedale grosso e deve andare a regime, questo è il problema. Il seme c’è, io ho aperto i reparti e sto avendo buoni risultati però, poveretti, stanno lavorando, stanno dando ottimi risultati, vengono da Taranto, da tutte le parti, però non posso ricoverare perché mi manca il personale. Ho assolutamente bisogno di infermieri e ausiliari, al primo posto, sennò non posso aprire i letti. Ho delle “stecche” vuote da 20 posti letto, chiusi, è peccato. In un momento di crisi dei posti letto, ho il Pronto Soccorso affogato di pazienti e sono costretto a trasferirli a Bari».

Forse per questo nei giorni scorsi è stato definito un bluff da un giornale?
«Quello lo stiamo smentendo. La parola bluff significa quello, per chi l’ha scritto, però ha sbagliato perché ha causato un procurato allarme. Chi legge ha percepito come se non siamo bravi, qualcuno si stava dimettendo e se ne stava andando, quasi come se i medici non avessero nemmeno la laurea, è la parola bluff che è stata sbagliata. I medici dell’ospedale stanno preparando la querela al giornale».

State intraprendendo un’azione legale?
«Tutti i primari me l’hanno chiesta, addirittura qualcuno dice che non li difendo neanche, ma su di me io ho un altro capo che deve decidere, vedremo cosa faremo.H o fatto una lettera di smentita, magari bluff vuol dirsi che andava completato, questa cosa sì, ma palare di bluff con gente che si sta facendo il culo in quattro, salva gente, operiamo su esofago, operiamo su fegato, operiamo tutti gli organi, è scorretto».

I primari del suo ospedale hanno firmato questa lettera?
«No…i primari mi hanno chiesto ufficialmente di rispondere, abbiamo preparato un testo, lo farò vedere al direttore generale, perché purtroppo il mio direttore generale vuole fare tutto lui…vuol capire…purché lo faccia, insomma. Si muova».

Anche di questo parlerà col direttore generale?
«Sì, glielo devo dire, vediamo il direttore che ne pensa e poi faremo una lettera al giornale, diremo: guardate correggete il tiro, non è così, non ci mettete in difficoltà perché significa fare procurato allarme, la gente si viene a ricoverare qua. La Murgia ha già fatto la sua parte. Ha chiuso Grumo, ha chiuso Santeramo, ha chiuso Altamura e ha chiuso Gravina, possono avere qui un ospedale nuovo, completo? La politica deve fare la sua parte. Ci sono 8 comunità che ruotano intorno, se poi ci sono altre situazioni che non vogliamo dire, non ci interessa, ma io penso che il Miulli e la Murgia possono benissimo lavorare in sinergia, tranquillamente».

Alla luce della posizione del dottor Sansonetti, la vicenda dei due “medici incatenati” Francesco Papappicco e Francesca Mangiatordi assume tutto un altro aspetto. Per primi avevano chiesto, a più riprese, l’apporto di migliorie proprio all’Ospedale della Murgia e per questo sono finiti al centro di due procedimenti disciplinari che hanno fatto molto discutere per tempi, modi e retroscena di cui vi abbiamo dato puntualmente conto.

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