“Non riescono a trovare l’appiglio per sanzionare Papappicco”. La mail del medico Cisl Michele Panunzio, inviata dopo la riunione del Cpa della Asl di Bari lascia pochi dubbi. Qualcuno ha voluto fin dall’inizio la testa dei due medici sindacalisti Francesco Papappicco e Francesca Mangiatordi, perché “non tollerano la gerarchia”. Purtroppo, e ce ne scusiamo, i due medici sono stati messi alla gogna anche in virtù di “quel rompicoglioni del giornalista, che scrive in continuazione, in continuazione”. I virgolettati sono parte di riunioni di cui non possiamo darvi conto e di un’altra che, al contrario, siamo in grado di farvi ascoltare una delle parti salienti. Un complotto, questa storia non si può definire diversamente.

Si tratta di un botta e risposta tra Antonio Dibello, dimissionario (o forse no) direttore del pronto soccorso dell’ospedale della Murgia e coordinatore del 118 barese, e Alessandro Sansonetti, direttore sanitario del Perinei di cui abbiamo apprezzato il piglio e forse per questo pagherà da solo le conseguenze del disastro che, da buoni rompicoglioni, continueremo a denunciare. Lo faremo nonostante la minacciata lettera che il legale di Antonio Dibello ci farà pervenire in virtù del suo “blocchetto bello fornito”. Anche il nostro blocchetto è bello fornito. Staremo a vedere.

La riunione in questione è datata 10 marzo. È convocata da Sansonetti. Sono presenti anche Piervito Pugliese, il vice di Dibello al pronto soccorso (che rivendica la direzione dello stesso pronto soccorso a qualunque costo); la dottoressa Marisa Simone, la vice di Sansonetti; la coordinatrice del pronto soccorso Eufemia Grisio e la dottoressa Francesca Mangiatordi. Dibello smania di risolvere il polverone sollevato dai due medici in catene a muso duro, con querele e sospensioni. Sansonetti, invece, fa notare al primario che con quelle carte può pulirsi il culo. Dice anche che bisognerebbe concentrare le energie – siamo d’accordo con lui – per aprire piuttosto la Stroke e l’emodinamica. Sì, caro dottor Montanaro, l’ospedale della Murgia, al contrario di quanto dichiara non è un polo di eccellenza. Non siamo solo noi a dirlo. Ha visto?

Sansonetti chiede anche a Dibello se la questione dei due medici possa essere sanata. La risposta di Dibello è secca, decisa: “Ma che devi sanare”. Il primario contestato da “una processione di lementele e di gente che non lo vuole” è deciso ad andare avanti. In quella circostanza – è il 10 marzo – replicando ai timori della dottoressa Mangiatordi su un possibile trasferimento o procedimento disciplinare, tuona: “Abbiamo fatto qualche rapporto disciplinare noi, abbiamo minacciato di trasferire qualcuno?” Fino a quel momento no, ma l’idea di colpire era chiara, anche quando Dibello sottolinea a Sansonetti come dovrà essere il direttore generale a buttarlo fuori. “Ma dubito lo farà”,  dice.

Non sarà mica un altro superblindato come Daniele Amoruso, in grado di fare il bello e cattivo tempo al Policlinico? Quel pomeriggio, infatti, Dibello ha un incontro con Montanaro in cui non si va oltre una tirata d’orecchi. I procedimenti disciplinari arriveranno cinque mesi dopo. Ad essere contestati sono i fatti ormai noti della sera tra il 4 e il 5 marzo (cinque giorni prima della riunione): l’esplosione alla sala giochi Green Table di Altamura, costata la vita a Domi Martimucci, che ha potuto sperare di sopravvivere proprio grazie all’intervento dei sanitari, compresi Papappicco e Mangiatordi. Esattamente il contrario di quanto dichiarato nel procedimento disciplinare a carico di Papappicco.

Nei procedimenti, arrivati con cinque mesi di ritardo e in palese violazioni delle leggi sulla privacy, probabilmente perché i due non hanno mai smesso di denunciare e noi di riportare le loro denunce, è stata sbagliata persino la data dei fatti contestati: il 6 marzo. Forse la fretta di procedere, di zittire quei rompicoglioni ha fatto i figli ciechi. La dottoressa Mangiatordi è stata censurata. Per Papappicco stanno cercando un appiglio, non riuscendo neanche a stabilire chi possa punire un medico in convenzione. Ma quale appiglio? Il procedimento disciplinare faccia acqua da tutte le parti. Cosa succederà, invece, a quanti hanno usato la propria posizione di comando per difendere l’indifendibile, addirittura buttando fango su chi – come detto anche dai Carabinieri presenti quella maledetta sera – ha fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità per salvare la vita a quei ragazzi?

Niente, non succederà un bel niente di niente, nonostante Sansonetti sollevi dubbi gravissimi sulla lettera firmata da alcuni (pochi) dipendenti strutturati del pronto soccorso per dissociarsi dalle contestazioni della dottoressa Mangiatordi perché, evidentemente solo per loro e per il loro capo: “Non corrispondono a verità”. Una lettera mai protocollata, che la censurata Mangiatordi s’è ritrovata nel procedimento discplinare senza averla potuta leggere, neppure quando Dibello la sventolava in faccia a tutti il 10 marzo.

La pensa diversamente persino il direttore sanitario dell’ospedale della Murgia. La magistratura interverrà, perché Papappicco e Mangiatordi hanno deciso di andare in Tribunale. Purtroppo si deve arrivare a questo solo per aver tentato di migliorare le proprie condizioni di lavoro e la salute dei pazienti ma, soprattutto, per aver fatto il proprio dovere. Dottor Dibello, ci consenta una considerazione. La nostra non è una macchina del fango. Sollevare problemi, denunciare incongruenze e menzogne è il dovere di un giornalista. Deve preoccuparsi di chi si limita a passare comunicati stampa pieni di burocratese e politichese, non di di quanti entrano in un pronto soccorso per denunciarne le pecche.

UNA PARTE DELLA CONVERSAZIONE

Dibello: La cosa, caro direttore, è che c’è una campagna contro, che fosse anche contro di me ci potrebbe stare. Ma se diventa fango contro la struttura, la direzione sanitaria… Giornalisti che senza alcuna autorizzazione entrano ed escono dal pronto soccorso. La dottoressa (Mangiatordi ndr.), sempre in un articolo dello stesso giornale. Altamura: lettera di un medico del Perinei. Siamo a un punto di non ritorno. Addirittura la dottoressa, lo scrive lei perché non sto mistificando niente: “Ci minacciano di trasferirci, di farci rapporti disciplinari”. Abbiamo fatto qualche rapporto disciplinare noi, abbiamo minacciato di trasferire qualcuno?

Sansonetti: Ti sto semplicemente dicendo che questo pronto soccorso è diventato così difficile…grazie a te

Dibello: Ci sono sei medici strutturati che hanno firmato una lettera per dissociarsi da quanto denunciato dalla Mangiatordi, perché non corrisponde a verità. Ci sono le carte.

Sansonetti: Ma che carte, ti pulisci il culo con le carte. Si può sanare questa storia?

Dibello: Ma che cosa devi sanare?

Sansonetti: (non sappiamo a chi si riferisca ndr.) Lei si mette a piangere che non può parlare. Perché non puè parlare lei? Facciamo una lettera a questo Loconte, magari la scrivo io.

Dibello: Perchè mi devo far mettere sotto da Loconte, che è diventato l’anima nelle mani di qualcuno che deve buttare sangue nei confronti miei, del pronto soccorso e di questo ospedale. Scriverà il mio legale a Loconte, perché grazie a Dio ho un blocchetto bello fornito. Non hai capito che oggi questo focolaio va immediatamente spento, ma non nella maniera che dici tu.

Sansonetti: Con la sospensione di qualcuno?

Dibello: Ci sono tutte le condizioni per spegnere questa cosa qua. Perché ci sono delle correttezze macroscopiche.

Sansonetti: Facciamo le battaglie mediatiche perché la Stroke si apra, perché l’emodinamica ci sia.

Dibello: Me lo deve dire il direttore generale che non valgo e mi deve buttare fuori da qua e da la (dal pronto soccorso della murgia e dal coordinamento del 118). Ma me lo deve dire oggi pomeriggio, ma non credo che me lo dirà.

Sansonetti: E allora torniamo a bomba. Secondo te il problema è solo la Mangiatordi? La Mangiatordi è la seconda volta che la sto vedendo. C’è una processione che si lamenta, che viene a dire che hanno firmato il falso. Non lo capisci non ti vogliono bene, che non ti volgiono e non ti vogliono bene.

…Intanto Dibello abbandona la riunione e Sansonetti precisa: Ora sta parlando il pronto soccorso vero, prima era solo la rappresentanza (riferimento a Dibello ndr).

 

 

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