Chiudete presto questa assurda farsa. Ve lo chiedono migliaia e miglia di operatori sanitari e semplici cittadini, che in questi giorni hanno solidarizzato con i due medici in catene. Francesca Mangiatordi e Francesco Papappicco, in servizio al pronto soccorso dell’Ospedale della Murgia e alla postazione del 118 di Gravina, hanno fatto protocollare questa mattina le loro controdeduzioni. I due professionisti, che hanno messo in scena la plateale protesta, incatenandosi prima ai cancelli della sede della Asl, poi all’esterno dell’Ospedale della Murgia, avevano evidentemente ben chiare le cose da scrivere per smontare punto per punto le accuse mosse dalla Commissione incaricata di avviare i procedimenti discipinari nei loro confronti.

Dal faccia a faccia con il direttore generale della Asl Vito Montanaro, infatti, sono passate poco più di 24 ore. Non conosciamo i contenuti delle due pagine di controdeduzioni. Raggiunti telefonicamente, Papappicco e Mangiatordi hanno confermato di essere assolutamente tranquilli, di aver operato nel rispetto delle regole, dei protocolli e delle gerarchie, rivendicando a pieno titolo il diritto alla critica e a denunciare le lacune di un sistema colabrodo.

È probabile non si arrivi al 7 settembre, data di convocazione di Papappicco e Mangiatordi davanti ai componenti dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari della Asl di Bari. Per il momento i due medici stanno alla finestra, ma non sono disposti a restarci a lungo. L’immediata consegna delle controdeduzioni è il chiaro segnale della voglia di chiudere presto la faccenda, diventata un caso nazionale se si considera che il gruppo Facebook #noiduecimettiamolafaccia in meno quattro giorni ha superato le 650mila visualizzazioni e i 2mila iscritti.

Avete deciso di mettere la mordacchia agli operatori della sanità, di tenerli a pane e acqua, quanto meno ditegli grazie o evitate di elargire con grande magnanimità i premi di budget a chi decide, con il sedere ben saldo sulla sedia, spesso sbagliando perché non va nei reparti, non sale su un’ambulanze e non si preoccupa di ascoltare sottoposti e pazienti.

Nel frattempo le voci sulle dimissioni del coordinatore del 118 barese, Antonio Dibello, aumentano con il passare delle ore, seppure il direttore generale della Asl non ha confermato la notizia. Così fosse non ne saremmo fieri, ma non ci sentiremmo in colpa per la battaglia che portiamo avanti da anni. All’inizio del suo mandato ci siamo offerti di appoggiare il cambiamento dopo la successione a Marco De Giosa. Dopo le prime critiche, però, siamo stati nuovamente isolati. La nostra non è una battaglia personale nei confronti di nessuno, tanto meno contro il dottor Antonio Dibello. Non abbiamo mai messo in discussione la sua professionalità. Abbiamo sempre chiesto che decidesse se dirigere il pronto soccorso dell’Ospedale della Murgia o il coordinamento del 118. Non eravamo i soli a chiederlo.

 

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