Fate qualcosa prima che sia troppo tardi. Il sistema dell’emergenza-urgenza barese, soprattutto nell’area murgiana, è al collasso. La vita di pazienti ed quipaggi viene messa ogni giorno a rischio. Si avviano procedimenti disciplinari nei confronti di medici che con le loro denunce lederebbero “l’immagine” di chi, invece, dovrebbe essere messo sotto processo.

Il mio nome personale e quello del giornale che con orgoglio dirigo sono stati messi nero su bianco in alcune delle comunicazioni ufficiali, senza contare le chiacchiere da bar nelle stanze dei bottoni, quasi come fossimo noi il problema da arginare. Si è persa la bussola. Siamo tutti in pericolo, ma nessuno interviene. La direzione generale prende tempo pur avendo finito da un pezzo la fase di rodaggio, i politici del territorio dormono e non si sa quanto Procura e Corte dei Conti abbiano voglia di fare chiarezza.

Gli ultimi dieci giorni nelle postazioni del 118 di Altamura e Gravina sono stati un inferno. E se il 118 è alla frutta, non stanno certo meglio i mezzi-rottame dell’Ospedale Perinei. Si tira un sospiro di sollievo a ogni tragedia sfiorata, come nel caso dell’ambulanza con a bordo un paziente diretto alla Rianimazione del Policlinico di Bari – facendo in maniera che l’opinione pubblica non sappia.

– Il 30 luglio un infartuato e tutto l’equipaggio dell’ospedale della Murgia che lo trasportava nel reparto di Cardiologia di un altro nosocomio hanno rischiato di morire. Sì, perché nonostante il cartello nella hall reciti Cardiologia U.t.i.c, ad Altamura manca l’emodinamica. Dietro l’ambulanza c’era l’auto dei parenti della donna, sotto shock per la scena a cui stavano assistendo in diretta. Sulla statale 96, all’altezza di Toritto, è scoppiata una gomma. Non una casualità in considerazione dello stato del pneumatico di un’ambulanza tenuta costantemente alle intemperie e senza la necessaria manutenzione. Gli attimi di panico sono raccontati nel messaggio postato su Facebook dall’inferiera che era a bordo. Ringrazia l’equipe della postazione 118 Mike di Grumo Appula, quella andata in soccorso per la “disavventura accaduta ancora una volta per i catorci con i quali continuamo a fare il nostro lavoro”. E dice ancora “Attimi di panico nei quali qualcuno dal cielo ci ha protetti, ma voi angeli della strada avete saputo brillantemente consolare”. Speriamo non venga aperto anche nei confronti della miracolata infermiera un altro procedimento disciplinare, solo per aver condiviso il suo stato d’animo.

– Dalle 20.15 del primo agosto alle 14.00 di oggi, l’ambulanza del 118 di Altamura è stata sostituita a pagamento da quella di un’associazione di volontariato, la Sercorato. Si è trattato per l’ennesima volta di un guasto, pare alla batteria del vano sanitario, sempre durante il trasporto di un paziente all’ospedale della Murgia. Stessa sostituzione venerdì 31 luglio, dalle 8 alle 14. In quel caso il problema era il freno a mano. Gli operatori sono esasperati e nemmeno i segni della Croce bastano più. Evidentemente le ambulanze sono così vecchie, da rendere gli interventi solo una rendita per il meccanico di Garvina che si occupa della manutenzione.

– Martedì 28 luglio, invece, guai seri per l’equipaggio 118 di Gravina. Nonostante i problemi sempre al freno a mano, di cui il coordinatore del 118 Antonio Dibello era a conoscenza dalla mattina in virtù delle segnalazioni dell’equipaggio, l’ambulanza ha continuato a operare senza essere sostituita. Sarebbe importante sapere perché l’ambulanza di Altamura è stata sostituita e quella di Gravina no, pur avendo avuto lo stesso problema al freno a meno.

Proprio ai nostri microfoni il coordinator barese del 118 e direttore del pronto soccorso dell’ospedale della Murgia, Antonio Dibello, aveva ammesso più di cinque mesi fa, il 17 febbraio scorso, che le ambulanze dell’ospedale e molte del 118 dovevano essere sostituite e rottamate. Evidentemente lui per primo è consapevole del rischio che si corre giorno dopo giorno e dello sperpero di denaro pubblico che questa situazione comporta. Una consapevolezza che finora non lo ha portato a prendere le distanze dalla disastrosa gestione di chi lo ha preceduto, rendendolo di fatto ugualmente responsabile. Se Dibello salisse davvero a bordo delle ambulanze, come ci aveva detto in quella circostanza, non solo per materializzarsi in occasione di alcune grandi emergenze, saprebbe che il nostro non è inutile allarmismo.

L’allarme è reale, eccome se lo è. Da mesi denunciamo i continui guasti alle ambulanze delle postazioni del 118 di Gravina, Altamura, Santeramo e anche del Punto di primo intervento di Bitonto, che fa capo sempre alla gestione del servizio di emergenza-urgenza. Punto di primo intervento in cui, a causa della mancanza di personale, non c’è più il turno di notte. Dal primo agosto tre degli autisti sono stati trasferiti all’ospedale Di Venere, sempre per mancanza di personale. Un’emorragia cronica che si ripete di anno in anno, facilmente prevedibile con largo anticipo e forse gestibile con le risorse che, invece, vengono letteralmente buttate dalal finestra.

Sempre Antonio Dibello lunedì 21 luglio ha firmato una comunicazione di servizio (nella galleria fotografica) in cui autorizza i medici dei Punti di primo intervento “Non AIR” a svolgere turni irregolari di 24 ore. Che lucidità può avere un medico sul finire di quel turno? A parte appesantire la busta paga di chi accetta questo massacro, quali sono i vantaggi di questa decisione per la comunità?

Torniamo alle sostituzioni delle ambulanze scassate. Mettiamo il caso della Sercorato, il più eclatante. L’associazione di volontariato viene pagata di volta in volta per la chiamata. In realtà, per la gestione della postazione di Altamura, quella che va a sostituire, ha vinto un regolare bando di gara, aggiudicato e affidato con una delibera del direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro. Il servizio sarebbe dovuto partire il primo maggio. A oggi, invece, è tutto bloccato. Si spendono soldi per la sostituzione d’emergenza, per il meccanico e non si fa partire il servizio costato complessivamente un milione di euro per il periodo compreso tra il primo maggio e il 31 dicembre. Le associazioni hanno chiesto comunque di avere le centinaia di migliaia di euro già maturate in considerazione della delibera, minacciando un’inginzione di pagamento.

Tutto bloccato, dicevamo, come le 13 automediche parcheggiate – ormai con le batterie staccate – all’esterno dell’ospedale Fallacara di Triggiano, dove ha sede il coordinamento del 118. Sono costate 300mila euro di soldi pubblici. È vero, le risorse non sono abbastanza, ma quelle che ci sono vengono spese malissimo, creando da un lato danni economici alle casse pubbliche; dal’altro pericolo per la salute dei cittadini. Diteci se non è arrivato finalmente il tempo di intervenire, anche nei confronti dei responsabili di questa illogica e dannosa situazione.

Noi continueremo a essere dalla parte dei medici, infermieri, autisti e soccorritori, sprattutto al fianco di quanti, pur mettendo in conto ritorsioni e minacce neppure tanto velate, decidono di alzare la voce, di rivendicare i propri diritti e quelli dei cittadini ai quali tutti i giorni tentano di salvare la vita.

Nel video la nostra incursione nelle postazioni 118 di Altamura, Gravina e al pronto soccorso dell’ospedale della Murgia. Medici e autisti confermano i guasti ai mezzi e una situazione insostenibile, ma per la maggior parte fuggono le telecamere sottolineando quanto il fatto stesso di andare in onda li metterebbe in difficoltà.

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