L’Amtab è totalmente fuori controllo. Sulle pagine del nostro giornale abbiamo scritto di guasti e incidenti, di autisti tenuti senza far niente per la mancanza di autobus, di promozioni e insopportabili benefit per il direttore generale Francesco Lucibello. Abbiamo raccontato del tentativo di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica e della mancanza delle condizioni minime di sicurezza per i dipendenti e i passeggeri, sollevando dubbi in merito alle revisioni di mezzi, da rottamare già nel 2008. Nelle prossime ore ci sarà un Consiglio comunale monotematico sulle sorti del carrozzone sgangherato che sta creando non pochi grattacapi al sindaco di Bari Antonio Decaro, sempre più consapevole di quanto la municipalizzata del trasporto pubblico possa compromettere il suo stesso mandato.

L’ultima avaria, ieri pomeriggio. È “morto” il numero 6. Stamattina, poi, 25 autisti sono stati a girarsi i pollici in azienda, non perché fossero fannulloni, ma per la mancanza di autobus da guidare. Una media costante e allarmante. Ciò che sembra essere smarrito, però, è soprattutto il senso di ciò che è giusto e ciò che non lo è, l’idea di democrazia alla base di qualsiasi impresa pubblica.

È di queste ore la notizia che l’ingegnere costretto a ricorrere al Tar per vedere tutelato un proprio diritto, è stato reintegrato. Inizerà il 31 agosto come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Nonostante il Tribunale amministrativo regionale della Puglia gli avesse dato ragione, il Consiglio di amministrazione dell’Amtab, invece di rifare la selezioneincriminata, aveva deciso di assumente per chiamata diretta lo stesso vincitore del bando incriminato. Una decisione presa in barba alla legge e al rigor di logica, senza tenere minimanente in considerazione di essere i gestori di un’azienda pubblica.

Bene, con il reintegro dell’ingegnere, tutti credevano si fosse stata ristabilita la democrazia. Clomoroso in via De Blasio. Gira voce, infatti, che la persona comunque assunta dal Consiglio di amministrazione, per chiamata diretta e senza aver sostenuto alcun concorso, sarà trasferita ad altro incarico. Se proprio serve un’altra figura all’interno dell’Amtab fate un concorso, rendete pubblica tale necessità. In caso contrario, il fortunato e ammanicato collaboratore deve tornare a casa. La misura ormai è colma. Al netto delle supercazzole, come se fosse antani, speriamo di assistere in Consiglio comunale alla volontà collegiale di intervenire seriamente, piuttosto che alla solita bagarre tra fazioni opposte.

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