Al nostro arrivo la terra sta ancora fumando. L’incendio è stato spento da alcune ore. Dall’inizio del periodo estivo di roghi ce ne sono stati almeno sei, in posti diversi e quasi tutti partiti dai tratturi di proprietà dell’Acqudotto Pugliese. L’ente, così come tutti gli altri che gestiscono infrastrutture e servizi, aveva l’obbligo di manutenere le strade di propria pertinenza entro il 15 giugno, come stabilito dal decreto del presidente della Giunta regionale pugliese numero 180 dello scorso 26 marzo.

A Gioia del Colle, invece, non è stato raso al suolo neppure un filo di erba secca che, grazie a piromani e idioti, prendono fuoco facilmente, incendiando qualsiasi cosa stia intotno. Il vero problema è che intorno ci sono boschi, un canile, oltre a quintali di amianto, pneumatici, strani fanghi e rifiuti di ogni genere.

Chilometri e cholometri di tratturi violentati dall’incuria dell’uomo e dall’abbandono di chi dovrebbe provvedere alla manutenzione, anche alla rimozione dei rifiuti. Decine e decine di accessi senza sbarre, rotte forse proprio da chi usa quella terra per tenere lontano dal clamore i propri scarti pericolosi.

Cartelli e lucchetti arrugginiti sono la testimonianza del fatto che da queste parti non si fa una bonifica o almeno un’ordinaria manutenzione ormai da troppo tempo. I cittadini insorgono, segnalano le situazioni più critiche, ma non succede niente. Siamo certi che dopo aver visto queste immagini, anche solo per il rispetto di una disposizione vigente, l’Acquedotto capirà la necessità di intervenire. Staremo a vedere.

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