Via Randaccio, una delle discariche a cielo aperto più famose della città. Siamo tra Ceglie del Campo e Crabonara. Ci eravamo stati il 10 giugno scorso, scoprendo una decina di baresi niente affatto preoccupati intenti a scaricare immondizia di ogni tipo fuori orario e senza differenziarla. All’esterno dei cinque bidoni scassati, poi, c’erano letti smontati, scarti di lavorazione edile, pneumatici e molto altro ancora. Abbiamo deciso di tornare sul luogo del delitto il 9 luglio, il 10 e oggi, domenica 12 luglio. Uno dei dipendenti dell’Amiu ci ha spiegato lontano dal microfono come funziona da queste parti.

I bidoni scassati vengono sostituiti, ma con altri bidoni scassati e senza coperchio. Siccome qui vengono a scaricare fruttivenfoli, imbianchini e falegnami – ormai nemmeno più nel cuore della notte – non serve dotare la zona e quindi i residenti di cassonetti decenti. Dentro ci finiscono anche oggetti particolarmente ingombranti che spaccano i compattatori. A sentire gli operatori sembra quasi che la politica sia quella di lasciare tutto nelle mani degli zozzoni, piuttosto che educare al corretto smaltimento.

A sentire gli esasperati abitanti del quartiere per un paio di mesi i Vigili urbani sono stati spietati. Il problema era stato risolto. Dopo l’operazione spavento, però, tutto è tornato peggio di prima. Il 9 luglio era stato ripulito tutto, ma i bidoni erano già pieni alle 10 del mattino. Il giorno dopo, invece, cassonetti pieni, anche di plastica, vetro e carta e primi ingombranti appoggiati al muro. Infine oggi, domenica 12 luglio. Siamo tornati alle tre del pomeriggio. Afa asfissiante, bidoni stracolmi anche di ciò che non dovrebbe essere smaltito, per di più la domenica e i mobili di una camera da letto a destra e sinistra della fila di sgangherati cassonetti.

Tra uno slatimento e l’altro dell’Amiu ci sono quelli fai da te, con i soliti idioti che danno fuoco a tutto. Il problema resta così come restano i topi, gli scarafaggi e i limiti cerebrali di chi crede che si possa non essere #perbene, perché tanto si tratta solo di uno slogan che prima o poi finirà la sua efficacia. Nelle strade adiacenti, poi, attorno all’area della ex Opera Pia, la situazione è persino peggiore. «Se mettessero una pattuglia di Vigili urbani fissa in via Randaccio ad elevare contravvenzioni, o più semplicemente una telecamera – tuona un residente – si potrebbero mettere insieme i soldi per pagare lo stipendio a una decina di dipendenti dell’Amiu». Evidentemente, però, non ce n’è bisogno perché il bilancio della municipalizzata è in attivo. O forse è solo rassegnazione, come confessato dallo stesso dipendente dell’Amiu: “Più che dire, fare, sfare…ormai…!” Noi non ci scoraggiamo, con la speranza di assistere alla trasformazione di Bari in una città perbene.

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