Il presidente dell’Amiu ha risposto alla prima e seconda analisi di Paolo Marra, intervenuto su bari.ilquotidianoitaliano.it per dire quanto potesse essere più dannoso che utile chiudere il bilancio dell’azienda in attivo. Corbellerie secondo Grandaliano, che rassicura i cittadini in tecnichese: niente tasse in più, a meno che come ha detto il sindaco Decaro la differenziata non raggiunga livelli accettabili, ma soprattutto i soldi che avanzano sono a disposizione del Comune che potrà farne ciò che vuole a sostegno della collettività.

Noi restiamo del nostro parere. Gli utili, in una città che non riesce a essere #perbene nemmeno col ricatto della pubblica lapidazione, che se ne sbatte se la strada di casa sua è una latrina, dovrebbero essere impiegati per offrire più servizi, migliorare la tremenda percezione che Bari sia una città sporca. Non la percezione dei baresi ormai assuefatti, ma quella dei turisti.

Nell’ultimo anno abbiamo raccolto più di 300 segnalazioni di marciapiedi trasformati in discarica, bidoni abbandonati, approssimazione nella pulizia di certe zone o di interi quartieri. La verità sta nel mezzo, è vero: i baresi sono dei luridi e inzivosi, ma ad eccezione dell’exploit perbenista non si è visto molto altro. Non si è visto niente, per esempio, in via Randaccio, tra Carbonara e Ceglie del Campo.

Ci siamo appostati senza nasconderci e con la fotocamera ben in vista tra le 9.45 e le 10.30 di ieri, venerdì 12 giugno. Quarantacinque minuti di andirivieni senza sosta. Una quindicina di persone incrociate, la metà delle quali, incuranti della nostra presenza, arrivavano a bordo di auto, motorini e furgoni per buttare fuori orario il proprio rimmato. Carta, cartoni, scarti di lavorazione edile e prima con un motocarro un’intera camera da letto. Buttavano tutto in una mezza dozzina di cassonetti – sempre quelli da mesi e mesi – completamente sgangherati, ammaccati, perennemente aperti. Ad eccezione di qualche multa per il lacio del sacchetto fuori tempo massimo, niente più.

La sensazione è quella del teatro di guerra e del bombardamento che ha risparmiato te, ma non ciò che ti sta attorno. Agli sporcaccioni si alternavano i curiosi occasionali insieme ai rigattieri storici. Qualcuno buttava e qualcun altro prendeva: le ruote di una cassettiera, i pannelli posteriori di un grosso armadio, i binari di una porta scorrevole. Tutto davanti al rudere dell’Opera Pia. Un disastro. E allora quei milioni di euro che avanzano perché siamo diventati d’un tratto virtuosi oltre che viziosi, impieghiamoli per acquistare cassonetti nuovi, per posizionare le telecamere nelle zone trasformate in mercatini o discariche. Quelle telecamere potrebbero servire anche a garantire maggiore sicurezza pubblica.

I soldi potrebbero essere impiegati per fare in modo che in via Randaccio o da qualsiasi altra parte, passi un uomo in divisa in più ogni tanto. Posizionate più cassonetti durante le grandi manifestazioni come la festa di San Nicola o all’esterno dello stadio durante concerti e partite di calcio. Senza contare che prima o poi dovrà pur partire il delicatissimo processo di cambiamento cultural-ambientale di questa città e dei suoi abitanti, soprattutto nella testa dei più piccoli. Cose utili, non come quel costoso sondaggio commissionato per far esprimere ai baresi un giudizio su Amiu e Amtab. Ciò che i baresi pensano delle due municipalizzate ve lo hanno già detto in prosa e in musica.

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