Riceviamo e con estremo piacere pubblichiamo alcune considerazioni di Cristiano Carriero, autore barese, emigrato da qualche tempo nelle Marche. Ieri Carriero è stato a Bari con alcuni amici marchigiani e si è imbattuto nell’ormai celeberrima scritta che campeggia su un muro della Basilica di San Nicola. Fosse scoperto, il lurido sarebbe costretto a ripulire a sue spese. Una bella multa, però, bisognerebbe farla – al netto delle competenze de degli scarica barili istituzionali – al burocrate di turno che non autorizza la pulizia di quella scritta indecorosa. Se la burocrazia sceglie di allearsi con gli imbecilli #Bariperbene non ha futuro.

di Cristiano Carriero

Turista a casa mia. Da quando vivo fuori Bari mi capita. Tutti mi chiedono di venire in Puglia, di visitare la mia città. E io mi sento così orgoglioso di contribuire a diffondere la narrazione di Bari, in giro per l’Italia. Ieri sera accompagno 8 amici marchigiani, la maggior parte dei quali non era mai stata a Bari, a vedere la città.

Il tramonto sul lungomare, l’incanto della città vecchia così viva e popolata, la luce bianca della Basilica di San Nicola. Elena, che di mestiere fa l’architetto, si ferma estasiata a fotografare la magnificenza della costruzione. Petto in fuori osservo orgoglioso. Poi mi volto e cambio espressione. Vorrei nascondere quello che vedo, cancellare e sotterrarmi.

Una scritta, banale, frustrante, indecente, sulla facciata della Basilica. Mi giustifico, ma con parole biascicate. Non è possibile. Scatto una foto e la condivido sui Social, perché la vergogna non va cancellata ma condivisa. Perché solo così si può reagire nel giusto modo. Isolando chi fa queste porcate e facendolo sentire quello che è: un cretino.

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