Caro presidente della Regione Puglia passato e futuro, direttore generale del Policlinico e medici tutti, mi chiamo Giovanna e ho 57 anni. Vi scrivo mentre aspetto di sapere se potrò essere trapiantata di fegato per scampare alla morte. Non ho molto tempo a causa di una malattia ancora sconosciuta, ma adesso ho una speranza. Sono scappata dal Policlinico di Bari nel cuore della notte, accompagnata da un’ambulanza privata che mi è costata 1.250 euro. Mi sembrava di fare una cosa sconveniente. I due medici, l’infermiere e l’autista – mai visti prima – che hanno preso a cuore il mio caso, mi hanno assistito come degli angeli, pronti a intervenire se avessi avuto un arresto cardiaco o un’emorragia. Sarei potuta morire. Era un rischio e per questo non è stato autorizzato il mio trasferimento, nemmeno in aereo o in elicottero.

Sono scappata all’ospedale Torrette di Ancona dove il chirurgo, appena arrivata, mi ha incoraggiato, rassicurandomi di essere nelle mani migliori possibili. In poche ore dalla richiesta ho avuto un materasso anti decubito. Mi hanno domandato cosa preferissi da mangiare. Gli ultimi tre giorni di ricovero al Policlinico sono stata a letto con ogni tipo di flebo, pannolone e catetere. Qui hanno sospeso tutto perché vogliono capire cosa mi sta devastando il fegato. Sono in ansia per il verdetto.

Il chirurgo, ad Ancona, mi diceva del materasso come fosse una cosa scontata e quando suono il campanello per chiedere aiuto mi rispondono al citofono: “stiamo arrivando”. Il chirurgo che mi ha visitato a Bari prima del ricovero, invece, senza sapere cosa avessi, mi ha fatto stendere sul lettino, mi ha tastato la pancia e mi ha detto: “Signora non ha niente. È un po’ gonfia e ha questo giallore. Niente per cui io possa aiutarla. Al Pronto soccorso hanno il maledetto vizio di mandare chiunque qui”. Se non avessi riconosciuto l’infermiera, essendo stata la maestra dell’asilo di suo figlio, forse quel medico sarebbe stato ancora più scontroso.

Nel reparto del Policlinico di Bari, dove sono stata ricoverata nel cuore della notte di tre settimane fa, il personale continuava a dirmi fino al giorno della fuga: “Signora se ne vada da qui se vuole restare viva, altrimenti se conosce qualcuno faccia chiamare e faccia autorizzare gli esami, perché non glieli vogliono fare. Il suo caso è troppo delicato e non s’azzardano”. Cos’è, se fossi morta vi avrei abbassato la media? Sì, proprio così. Da almeno quattro giorni il medico e la specializzanda che mi avevano in cura hanno tentato in tutti i modi di convincere i colleghi chirurghi e gastroenterologi a farmi fare gastroscopia, endoscopia ed emogas. Solo con i risultati di quegli esami avrei potuto sperare di essere trapiantata.

Per lasciare nulla di intentato la telefonata per avere una raccomandazione l’ho fatta. Il risultato? Quegli stessi medici che avevano rifiutato di curarmi qualche giorno prima, adesso erano obbligati a farlo per una raccomandazione arrivata dall’alto. Se solo penso alla povera gente che non conosce nessuno, che non può prendere il cellulare e chiamare questo o quel luminare o politico. Per questo sono scappata, non mi fidavo più di quei medici. Come avrei potuto affidare la mia vita nelle mani di qualcuno che aveva deciso che sarei dovuta morire senza lottare. Soluzione fisiologica, alimenti, antibiotici, sangue e plasma – che nelle ultime ore iniziava a scarseggiare – per tenermi in vita qualche altro giorno. Continuavate a dirmi che solo un trapianto avrebbe potuto salvarmi, ma non mi facevate gli esami. Avevate paura di uccidermi e di essere denunciati. Dicevate che il mio quadro clinico era grave, serio, importante, drammatico, ma per tre sabati e tre domeniche mi avete abbandonato nella mia stanza, lasciando che la mia situazione precipitasse.

Avete continuato a dire a mia figlia che sarei potuta morire improvvisamente. Uno degli ultimi giorni, dopo averle detto che non mi avreste più sottoposto ad alcun esame, l’avete liquidata con un: “Ci dispiace”. Quando sono venuta in ospedale non stavo così male. Grazie al cielo ci sono posti in Italia, in cui i ragionieri stanno negli uffici e i chirurghi nelle sale operatorie a prendersi rischi, a tentare di salvare vite, cercando di spiegare che si può morire, ma che non bisogna lasciare nulla di intentato, evitando così che il rimorso uccida anche chi ti ama.

È davvero umiliante continuare a vivere col tarlo dell’essere una paziente qualunque e quindi sacrificabile dal ragioniere di turno. Chissà se a qualcun altro nelle stesse mie condizioni sono mai stati fatti esami di sabato o domenica. Il viaggio ad Ancona è stato duro, ma una volta arrivata ho capito che l’aria era diversa. Non c’era puzza di scartoffie, il tanfo di chi teme di finire in Tribunale e per questo non vuole rischi, trincerandosi dietro i cavilli della legge. Avete vestito i panni del Padre eterno scegliendo, senza chiedere cosa avessi voluto io, di farmi consumare a letto, mentre moriva un’altra paziente con almeno 20 anni più di me. Io di anni ne ho solo 57 e voglio avere una speranza, voglio lottare.

In questo modo avete ammazzato la sanità pubblica. Avete fatto tante promesse più simili a un resoconto finanziario, che al bilancio umano, professionale e sociale che la gente s’aspetta da chiunque indossi un camice bianco. In un caso o nell’altro della mia storia quasi certamente si continuerà a parlare perché insieme ai miei cari abbiamo deciso di non tacere. Ci siamo presi anche questa responsabilità, nello stesso modo in cui abbiamo dovuto firmare le mie dimissioni, per sgravare voi tutti dalle vostre responsabilità.

Emergeranno altri particolari, altre voci. Vorrei fare un appello ai medici, perché ormai nella politica e nelle istituzioni non credo più: date seguito al giuramento che avete fatto, sapendo di avere tra le mani la vita di chi non ha alternativa. Non possiamo che fidarci di voi. Fate in modo di meritare la nostra fiducia e forse le lacune di un sistema sanitario incredibilmente inefficiente ammazzeranno meno persone. Non so come andrà a finire la mia storia, non so se mentre leggerete sarò ancora viva, ma adesso ho una piccola speranza di poter raccontare un lieto fine al mio nipotino di due anni. Posso sperare anch’io di essere ascoltata da Gesù Cristo.

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22 COMMENTI

  1. No comment, non mi fido più dei medici, o ti riempiono di farmaci, o ti tolgon pezzi di corpo senza provare a curarli, oppure ti lascian morire per non ammettere di non avere idea di come curarti o per pigrizia!!

  2. posso solo dire che allo stesso policlinico, mi hanno salvato la vito , due anni or sono!!!!…grazie dottor piccinni!

  3. Purtroppo la medicina non è una scienza esatta, è per quello che esistono piu maniere di curare una malattia, o di intraprendere un percorso terapeutico. Sono sicuro che puó benissimo accadere il contrario, cioè che un paziente scappi da Ancona per venire a Bari dove io sono stato curato egregiamente, e dove non dimentichiamoci che lavorano professionisti serissimi, mica gli ultimi fessacchiotti. Dopotutto è sempre un azienda universitaria da cui si specializzano tutti i medici pugliesi.

  4. sei anni fa ,al policlinico di bari hanno operato mio marito a seguito di un grave incidente sul lavoro.quel giorno mi dissero che era grave e che l’intervento era solo un tentativo per tenerlo a letto come un vegetale.ha trascorso 32 giorni in rianimazione,e per 32 giorni solo pochi dottori davano un pochino di speranza.essere dottori e non avere un cuore per i familiari è una tristezza unica.oggi dopo 6 anni mio marito è accanto a me e ringrazio i dottori e il Signore per come la nostra vita stia continuando.Auguro a tutti gli ammalati tanta pazienza e fede,prima o poi il sole ritornerà a

    splendere anche su di voi.

  5. Io sono stata ricovera D’ urgenza 2 volte nell arco di 2 mesi al policlinico di Bari. Posso solo dire di essere stata sottoposta a vari esami , gastroscopia , colonscopia, tac risonanze raggi eco , ho incontrato chirurghi generali proctologi gastroenterologi ma niente….alla fine della storia mi imbottivano di antibiotici esenza sapere cosa fosse mi rimandavano a casa. Mi hanno anche fatto a dare a casa ( la seconda volta) senza avermi fatto la risonanza magnetica a cui dovevo essere sottoposta perché mancavano posti letto. Sono dovuta tornare il giorno dopo dolorante per eseguire l esame. E sono dovuta tornare altre 2 volte per ottenere lettera diimissioni!!!! Grazie a dio dopo un altro ricovero D urgenza mentre ero al nord ITALIA ha concluso questo travaglio: ERA SOLO UNA CAZZO DI APPENDICITE ormai quasi peritonite.. VERGOGNA X LA SANITÀ PUGLIESE

  6. Ciao sono Michele…..cara Giovanna spero tanto che li ad Ancona trovi tanta serenità e che risolvono il tuo problema. …purtroppo non tutti i casi sono uguali….il 16 Aprile stavo perdendo mio figlio di 22 anni a seguito di un incidente stradale ….quando è arrivato al Pronto soccorso del Policlinico ormai era spacciato si era in fin di vita….ma devo ringraziare tutti: dal medico del 118 ,alla sala rossa, al personale della sala operatoria ed in fine al carissimo Dott.della sala di rianimazione …..dico tutti che sin dal soccorso in strada al P.S. avevano capito che non c’era tempo da perdere…oggi mio figlio con la medicina e la fede si sta riprendendo …è ancora lunga ma aspettiamo….
    questo per dire che non tutti i casi sono uguali. …ma Cmq la sanità deve fare più controlli dove capitano queste lacune….perché non si può ancora oggi essere trattati o per disattenzione o essere impreparati….non è giusto bisogna essere più attenti..

  7. forse non e chiaro ancora oggi a nessuno che non ce medico che riesce a sconfiggere la morte ,quando va bene e bravo quando non va bene e asino. poi ci sono medici e altre professioni che lo fanno solo per soldi quelli sono da evitare

  8. Se il fatto è vero l’articolo va inoltrato alla procura della repubblica x verificare se sono stati commessi dei reati

  9. Se il fatto è vero? Non solo è vero, ma la signora è morta e nessuno ha mosso un dito. Il Policlinico, poi, se l’è cavata con un comunicato entrato di diritto tra le dieci barzellette più divertenti di tutti i tempi e la sospensione dell’unico medico che ha provato a fare qualcosa, avendo la sola colpa di aver descritto per ciò che realmente è il direttore generale del policlinico.

  10. Signora Giovanna le auguro tutto il bene di questo mondo….non la conosco ma dalle sue parole che colpiscono il cuore si deduce che lei sia una grande e bella persona…. Fin troppo direi, rispettosa e paziente. Io credo che esista un dio che ci protegge e quello stesso dio le renderà giustizia contro questi miserabili dottorini. Buona fortuna ci aggiorni con affetto Paola

  11. Non tutti i reparti sono da rottamare ma ritengo che una buona parte deve assolutamente è lo ritengo indispensabile deve fare dei corsi di aggiornamento in ospedali più qualificati e competenti per esempio uno tra i migliori Spedali Civili di Brescia dove ho riscontrato seria e competente professionalità da parte del personale medico e para cortesia e tanta tanta umanità. Per concludere e non dilungarmi ritengo come al solito che la politica dovrebbe andare a farsi benedire in altri luoghi e non raccomandare incapaci nella medicina settore nel quale deve esclusivamente prevalere la meritocrazia e non le raccomandazioni di quei politici che quando hanno bisogno si rivolgono a strutture qualificate attraverso la assicurazione che noi contribuenti gli paghiamo. Ho visto di persona primato che alle ore 07,00 del mattino giravano nei reparti degli Spedali Riuniti di Brescia.

  12. VOGLIO RICORDARE CHE LA MEDICINA NON è SCIENZA , E TEORIA E PRATICA PERCHE HANNO A CHE FARE CON MATERIALE MOBILE MALLEABILE DUTTILE CHE E IL NS. DNA. DI SCIENTIFICO NON ESISTE NIENTE.

  13. e del Di Venere di Carbonara, ne vogliamo parlare? Reparto di neurochirurgia, esperienza traumatizzante, comunicazione con i pazienti e i parenti zero, medici scorbutici e inavvicinabili, so solo io quanto ho pianto

  14. Mi chiedo: è stato fatto un esposto alla magistratura?
    Altrimenti, lettere anonime come queste sollevano solo un polverone mediatico e non servono a niente!

  15. Mi spiace che lei abbia vissuto questa indescrivibile esperienza, chi le scrive è un chirurgo barese, nell augurarle con tutto il cuore di essere portata a guarigione dai Colleghi di ancona, vorrei solo e senza polemica alcuna sottolineare che noi medici nella maggior parte dei casi facciamo quanto è in nostro potere per “servire” L ammalato, conducendo una vita di sacrifici che spesso ci allontana dalle nostre famiglie per giorni interi perché crediamo nella nostra Professione e non ci siamo dimenticati perché L abbiamo scelta… non è facile lottare quotidianamente con la burocrazia che ci sommerge distraendo tempo ed energie alla professione, ma da quando la politica di è impossessata anche della medicina noi siamo quasi impotenti.
    Siamo sempre meno è sempre con meno mezzi a disposizione, è stato pianificato di distruggere la sanità pubblica e ci stanno riuscendo… ma la colpa non è dei medici o degli infermieri o di chiunque si affanni per mantenere un livello decente di assistenza… la saluto e spero possa darci notizie positive forza e coraggio!!!

  16. Mio caro Vito, non so perché il pezzo sulla signora Giovanna sia tornato d’attualità improvviamente. Giovanna è morta dopo essere stata a un passo dalla vita il 13 giugno del 2015. La sua storia è stata veramente drammatica. Io, l’autore dei pezzi scritti nel corso della sua malattia, sono il genero. Ti posso assicurare che i suoi racconti e i miesi scritti, senza filtri perché vissuti in prima persona, sono più incisivi e pungenti di qualsiasi parola e sentenza possa essere detta, forse tra dieci anni, in un’Aula di Tribunale. Niente di ciò che è stato scritto è stato smentito. Basta questo per onorare la memoria della signora Giovanna, aprendo gli occhi a chiunque si trovi nelle sue stesse condizioni. Un caro saluto.

  17. È una storia davvero molto triste sign. Loconte. Io credo che sia suocera è molto fiera di questa memoria portata alla luce dai suoi scritti, perché da essi traspare tutta la voglia di vivere e il coraggio di questa donna e della sua famiglia. Purtroppo è vero anche i medici sbagliano se non c è Dio che in quel momento fatale li illumini. Ma è anche vero che tanti ma tanti medici non mettono nelle mani di Dio il loro operato, ma nelle mani di gente senza scrupoli accecata dai soldi e dal potere. Ecco quindi tale cattiveria trasformarsi in errorti, errori fatali per la povera gente in attesa di essere salvata. Faccio un appello alle istituzioni, ai politici, alla gente che scende a compromessi perché piegati al loro cospetto: Basta! Siamo stufi di sentire queste storie! Noi non siamo carne da macello!!

  18. non c’è limite allo schifo e il policlinico in questo è un’eccellenza,medici che coprono fatti gravissimi per superficialità ,incompetenza e menefreghismo dei loro collaboratori e personale che viene punito anche se solo prova ad essere umano con pazienti sofferenti ,ma prima o poi pagheranno …tutto si paga e l’augurio che un giorno provino sulla loro pelle.

  19. … leggerti mi è sembrato che raccontavi anche di me. Anch’io sono scappata … avevano deciso di spegnermi lentamente pur non affrontare quello che avevo bisogno … due mesi e mezzo ricoverata … Grazie al coraggio di mio marito e mia sorella che hanno preso la situazione in mano … Un viaggio della speranza nella notte con una febbre a 40, sono riuscita a resistere e da Bari sono arrivata a Zingonia al San Marco dove c’era un angelo a salvarmi. Arrivata alle 5,30 in ospedale subito si sono presi cura di me con tac e altri esami e alle 8,30 ero già in sala operatoria .. urgenza. Dal 4 gennaio 2018 all’11 aprile ho subito 7 interventi di cui 5 anestesia totale.. Oggi sono a casa .. felice di essere VIVA.. devastata mentalmente e non riesco ancora a capire perchè Bari aveva preferito farmi morire piuttosto che essere onesti e trovare loro una soluzione in un altra struttura.Tutti i termini che conoscono sono insufficienti per ringraziare il Prof. OLMI che mi ha salvato la vita. GRAZIE OLMI se oggi sono di nuovo con i miei figli, mio marito,, a casa.

  20. Gent.mo Ant. Loconte, ho appreso oggi da questo articolo la triste e dolorosa esperienza che ha subito sua suocera Giov. E sn DAVVERO arrabbiata verso queste ns realtà ospedaliere /politiche/sociali/professionali che ciora ritroviamo in Puglia! ( nn x far solo polemiche al sud,ma i fatti parlano nn c’è dubbio). X ora esprimo tutta la mia solidarietà all’accaduto…ed in.seguito racconterò anche la mia storia ,che nn è da meno….in fatto di recente esperienza di malasanita’ che sto.attualmente cercando di affrontare e risolvere! In attesa di poter affrontare il viaggio x Milano ,dv GIÀ 3 anni fa mi hanno salvato la vita….quando avrò concluso il mio viaggio,desidero raccontare tutto…nn per fanatismo,nn per polemizzare,ma dare voce alla speranza! E PERCHÉ no …togliere quella arroganza e presunzione dal.viso di.alcuni medici deficienti che si CREDONO RE PAPI E CARDINALI…scusate la battuta cattolica….inoltre x rispondere ad alcuni delle chat nell’articolo…..È vero.che nn bisogna fare tutto di un.erba un fascio…e che quando ti va bene ok,va male addio. Che ci sn ottimi medici professionisti…e che la storia della sigra Giov. nn voleva essere un’offesa al policlinico di Bari….intanto è morta…ma la stragrande maggioranza dei medici e di tutto il sistema sanitario pugliese fa cacare…..aspettate che vi racconti tutta la mia storia dall’inizio….grazie infinitamente x il mio scritto….a presto.

  21. Ho diverse patologie e tanti ricoveri di cui anche policlinico. Le strutture funzionerebbero bene se ci fosse più personale non solo qualificato dal titolo di studio, ma da una profonda responsabilità dettata da umanità Emorragia , ricoverata al policlinico nel 2015 ove avrei dovuto fare intervento di asportazione ovaia, ma era ripetutamente rimandata poichè mi aspettavo intervento imminente ma non avevo raccomandazioni nè denaro per potermelo permettere, 3 settimane di degenza, in cui ho potuto studiarmi il reparto, dottori e personale. Ho vissuto incubi evitabili di cui: Anziana nella mia stanza, con tumore e perdite di sangue dall’utero e vizietto di fruguliarsi con le dita che insanguinate di conseguenza, mi imbrattava ogni tessuto del letto in mia assenza. Di notte sono stata spettatrice di violenze sulla stessa da parte di qualcuno..violenze verbali pesanti e ceffoni. Ho vissuto furto di bordellino e spariti denaro, una gioia che serbavo nel borsellino, patente, documenti di cui cartellino pacemaker. Tutti sapevano chi si aggirava in reparto ginecologia derubando le pazienti ogni giorno..sempre stessa persona, con scaltrezza e premure con secondo fine. Io stessa ho denunciato la persona in quando ho seguito i suoi movimenti,,non ho avuto nessun dottore a cui ho potuto lasciare denaro per questo tagliata da molte attenzioni, 3 settimane ma ho strinto i denti e atteso il giorno fatidico. Una mattina, mi invitano in una stanza, fatto isteroscopia e diritta a casa..3 settimane per questo? Ho visto tanti ricoveri e interventi a breve solo perchè “sotto ala” di uno dei dottori del reparto..io no, non ho avuto denaro per potermi comprare protezione. Ho capito che i dottori bravi son pochi, spesso bramano speculare denaro ai pazienti per cui, professionalità umana è carente. Potrei raccontare all’infinito di tanti orrori vissuti che si potevano evitare. Pancreatite mi dicevano, ma nessuno che ha fatto ecografia per verificare tutto e così 2 anni attacchi periodici molto dolorosi..poi ho capito che ero diventata la palla trà un dottore e l’altro purchè lasciavo denaro nelle loro mani..ho gridato senza pudore la rabbia quando dopo settimane mi volevano rimandare a casa con dicitura di male immaginario..io pazza ho attirato attenzione di tutto il reparto e solo dopo pochi minuti mi viene praticata la eco ove risultò un grosso calcolo e tanti più piccoli..Il primario mi consegno il referto adducendo che vi erano piccoli calcoli..me lo sarei mangiato vivo. Avevo finalmente la risposta che cercavo e ho provveduto a breve, ma con trafila vergognosa di lasciare denaro nelle mani di qualche disonesto. Parlo sempre del Policlinico. ..non vorrei dilungarmi ma potrei raccontarvi tantissimo. Fatto stà che consiglio chiunque di non lasciare soli i vostri cari in quei reparti. Brava Giovanna nell’esprimersi: stata peggio nel ricovero. NON SOLO I MEDICI , MA ANCHE PERSONALE, INSERVIENTI E PORTANTINI..IL CAMPO E’ MINATO!

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