Se il grosso pezzo di carrozzerria si fosse staccato completamente, adesso racconteremmo un’atra storia. Pensate cosa sarebbe potuto succedere se fosse volato via, colpendo in velocità un pedone, un motorino o il parabrezza di un’auto. La pesante griglia, invece, è rimasta fortunatamente attaccata sul lato sinistro, evitando conseguenze drammatiche. È successo stamattina all’alba su un autobus della linea 11, appena arrivato in piazza al capolinea di piazza Moro. L’autobus è stato riportato in officina.

Ieri sera abbiamo scherzato, parlando del funerale del numero 27, morto senza preavviso in via Scipione l’Africano. Due giorni fa – lo ricordiamo – dal tetto dell’autobus numero 2 si è staccato un corrimano, finito in testa a una passeggera, che ha rimediato in trauma cranico ed è stata portata all’ospedale Di Venere dal personale del 118.

Anche l’episodio delle 5.30 di questa mattina merita tutta l’attenzione possibile e decisioni coraggiose da parte dell’azienda. Il 26 maggio i sindacati autonomi e il presidente dell’Amtab, Nicola Marzulli – che probabilmente non sapeva in che guaio si sarebbe cacciato accettando l’incarico del sindaco Decaro – sono stati convocati in Prefettura. Si parlerà di cosa l’azienda intenderà fare per ripristinare e recuperare gli autobus in avaria. Il problema vero è che le avarie non sono solo quelle legate ai cambi o ai motori che non funzionano e si spaccano anche in corsa.

Bisogna risolvere le tante questioni ancora aperte legate alla sicurezza degli autisti e dei passeggeri, in officina e a bordo degli autobus. La situazione è sfuggita di mano. Speriamo di essere sempre così fortunati e di non dover mai raccontare la triste e ipocrita storia di quel valoroso autista o rassegnato passeggero, morto mentre era in servizio.

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