La Pubblica Assistenza Serbari non è un’associazione di volontariato. In estrema sintesi è quanto stabilisce  la determina comunale numero 02248 del 18 marzo 2015. Il provvedimento mina dalle fondamenta tutto il sistema del 118 Barese. A far deflagare la bomba è stata – non si sa quanto volutamente – Anna Orlando, dirigente del settore Servizi Sociali del Comune di Bari. Tra ciò che si riesce a reperire leggiamo: “Legge Regionale n.11./94 – accertamento della perdita dei requisiti per l’iscizione al registro generale delle organizazioni di volontariato ex art. 3 comma 2 L.R. 11/94 dell’associaizone “Pubblica Assistenza Serbari”.

In altre parole, anche a causa dei soldi percepiti dalla Asl per la gestione delle due postazioni del 118 (Japigia e Policlinico) i bilanci della Pubblica Assistenza Serbari non sarebbero quelli propri di un’associazione di volontariato. Si tratta di un’interpretazione della legge che potrebbe essere data anche da altri comuni e quindi senza iscrzione al registro generale delle associazioni di volontariato vengono meno le condizioni per continuare a gestire il 118. Scorrendo le pagine della determina, pare che tutto sia nato da una denuncia anonima, pervenuta lo scorso 24 settembre al Servizio Programmazione Assistenza Territoriale e Prevenzione della Regione Puglia, denuncia che l’assessore al Welfare ha trasmesso allo procura della Repubblica pochi giorni dopo.

Alla Pubblica Assistenza Serbari sono state affidate due postazioni, ma c’è anche chi ne gestisce tre. L’associazione barese, con sede nella ex Centrale del Latte, rischia addirittura la chiusura. Senza contributi pubblici chi paga la manutenzione, le assicurazioni delle 5 ambulanze e di tutti gli altri mezzi? E senza ambulanze non si possono fare i trasporti. Insomma, sarebbe la fine di un’era. Giovanni Indraccolo, il presidente della Serbari, rilancia: «In queste ore presenteremo ricorso al Tar. Il rischio di perdere tutto quello che abbiamo costrutito è altissimo, così com’è alta la possibilità che altre realtà associative vengano travolte da questa improvvisa interpretazione della legge». I volontari sono in fermento, ma la situazione è in itinere e potrebbe cambiare da un momento all’altro.

«Fin quando non ci sarà eventualmente la cancellazione dall’albo regionale – spiega il direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro – la gestione delle postazioni del 118 della Serbari non è in discussione. Certo, è una questione che ci riguarda da vicino. Chiederemo la documentazione per fare chiarezza».

Indipendentemente da come andrà a finire questa storia, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di procedere a una verifica generale dei requisiti delle associazioni di volontariato e di prendere una decisione chiara sul ruolo dei volontari che, a questo punto, se percepiscono uno stipendio, non sono più volontari, ma dipendenti.

Nella galleria fotografica vi proponiamo la determina dirigenziale, essendo praticamente impossibile trovarlo sul sito internet del Comune di Bari. 

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