La graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari ferma al 2008, il disperato bisogno di una casa, un sondaco con le mani legate e poi chi pressa per evitare che quella graduatoria venga aggiornata e chi, al contrario, ne vuole una nuova perché, nel frattempo, bisgni e condizioni sociali sono cambiati.

La storia che vi raccontiamo arriva da Palo del Colle, ma potrebbe essere quella di un qualsiasi paese del Barese e non solo. Giuseppina e Piero Ramunno, 41 e 46 anni, vivevano insieme al padre di lei. A un certo punto niente più soldi per pagare il mutuo, ormai prossimo alla scadenza, e la casa viene venduta all’asta.

Sette figli, tre dei quali “sistemati” e altri quattro sparpagliati perché Giuseppina e Piero adesso vivono in una roulotte, messa a disposizione dal proprietario di un’autorimessa sulla provinciale che collega Palo e Bitonto. Qualche mese passato a dormire in auto, qualcun altro in un piccolo box di lamiera freddissimo d’inverno e infernale d’estate. In mezzo problemi familiari con i fratelli, ma soprattutto con il padre di lui, alcolizzato.

Niente di risolvibile, tanto da essere costretti a lasciare anche la casa popolare il cui affidatario era proprio il padre di Piero. Tutto questo nonostante le utenze fossero intestate a loro e avessero provveduto a pagare un debito di 10mila euro accumulato dall’uomo negli anni. Il guaio, però, è che la nuova graduatoria sta per essere bandita ma, come dice il sindaco Domenico Conte, case non ce ne sono, quelle occupate abusivamente sono una, forse due.

La soluzione potrebbe arrivare tra un paio d’anni. Finalmente l’iter per la costruzione di 18 alloggi di edilizia sociale è stato sbloccato. Tra due mesi dovrebbero partire i lavori. Per avere diritto bisognerà presentare una domanda diversa da quella per l’assegnazione di un alloggio dell’Arca e a decidere i criteri di assegnazione sarà la giunta comunale di Palo del Colle. E intanto? Niente da fare, bisognerà aspettare perché, Giuseppina lo sa, c’è chi ha più diritto di loro.

Un corto circuito in cui è intervenuta anche la Procura della Repubblica, non convinta del modus operandi del sindaco. II primo cittadino, infatti, ha consentito temporaneamente l’occupazione abusiva di una famiglia con una figlia disabile, senza scorrere dall’ormai vecchia graduatoria. Non ce l’ha fatta a buttarli per strada.

Da qui l’invito di Conte ai parlamentari: “Venite a fare uno stage con i sindaci, vi renderete conto come funziona davvero”. Ci accodiamo all’invito. Nel frattempo, se aveste la possibilità di aiutare in qualunque modo Guseppina, Piero e i loro figli (due dei quali minorenni di 8 e 6 anni), scriveteci a [email protected]

Ovviamente se qualcuno avesse da dire qualsiasi altra cosa in merito a ciò che abbiamo raccontato, saremo ben lieti di ascoltarlo.

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