La maledetta storia delle ambulanze degli ospedali e del 118 in provincia di Bari. “Siamo alle pezze”. Se a dirlo è il cordinatore del 118 barese non c’è da essere sereni. I campanelli d’allarme sono stati tanti e spesso ignorati. A ottobre del 2013, per esempio, un’ambulanza ha un incidente. Viene portata nella solita officina, la Topputo di Gravina, dove troviamo un altro catorcio in riparazione da due giorni (CP 128 HT). Problemi alla frizione. È la stessa che l’8 febbraio scorso, per un problema a una ruota, ha rischiato di ammazzare equipaggio e paziente.

Il mezzo incidentato un anno e mezzo fa (CP 129 HT) è parcheggiato in un angolo dell’officina da 16 mesi. Il titolare ammette che può essere solo demolito, ma che finora non ha avuto altre disposizioni. Pare si sia fatto giustamente avanti per il pagamento del rimessaggio. Intanto il catorcio viene utilizzato per recuperare parti meccaniche e della carrozzeria da piazzare su altre ambulanze. Non è stato demolito e forse – ma la notizia è da accertare – per quel mezzo si continuerebbe a pagare bollo e assicurazione. Ne abbiamo parlato proprio con Antonio Dibello, scoprendo che due giorni dopo l’ultimo incidene, il 10 febbraio, il coordinatore del 118 ha scritto una lettera all’Area Patrimonio della Asl di Bari che avrà, speriamo, informato subito il direttore generale Vito Montanaro.

Nella relazione di Dibello c’è l’elenco di tutti i mezzi che devono essere declassati (non possono essere impiegati nel servizio 118) o addiritura rottamati. Nelle carte in nostro possesso non ci sono le targhe dei mezzi in questione, ma veniamo tranquillizzati sulla completezza del documento “Inviato a Bari”. La situazione è seria non solo nel 118, ma anche in molti ospedali della provincia di Bari. Dibello dice di non essere il proprietario delle ferriere, che il suo compito è solo quello di dare indicazioni. Sono altri quelli che poi dovrebbero intervenire, poi, rilancia: “Se avessi i soldi le comprerei io le ambulanze nuove”.

“Nelle more…” – si dice così – quei mezzi vecchi e insicuri continuano a essere impiegati nel 118. Tra qualhe mese arriveranno sei, forse sette, nuove ambulanze. La gara è a buon punto. Il problema è che sono del tutto insufficienti. Al contrario non si hanno più notizie della gara per l’assegnazione delle ultime sette postazioni aziendali del 118 alle associazioni di volontariato.

La responsabilià di questa situazione non è certo del solo Dibello- coordinatore a costo zero e molte crici -, arrivato in corsa con l’eredità pesantissima della coppia Colasanto-Degiosa. In attesa di sapere di che morte bisognerà morire, il coordinatore del 118 ha avanzato una proposta: noleggiare alcune albulanze per consentire di svolgere il servizio al meglio. La risposta – ci è stato detto – arriverà a breve, speriamo prima che la roulette russa a cui siamo tutti sottoposti non sia fatale per qualcuno tra gli operatori sanitari e i pazienti.

Il paradosso è che l’unica ambulanza sostitutiva delle sette ziendali quelle declassate e da rottamare è un catorcio con più di 400mila chilometri sul groppone. Come al solito restiamo a disposizione di chiunque avesse qualcosa da aggiungere.

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