Il sindaco Antonio Decaro rende noti i nomi dei due consiglieri in capo al Comune di Bari e alla Città Metropolitana nel comitato di indirizzo della Fondazione Lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Il professor Corrado Petrocelli proseguirà il suo impegno per il teatro barese rappresentando l’ente comunale, mentre Matteo Pertosa inizierà questa avventura per la Città Metropolitana.

Lo stesso Decaro spiega i motivi delle sue scelte. «Il professor Corrado Petrocelli rappresenta una storia importante della cultura e delle istituzioni baresi per quanto da lui rappresentato nella sua carriera universitaria, per la generosità e la lungimiranza con cui ha sempre lavorato per il nostro territorio. Nella Fondazione ha lavorato mettendo sempre dinnanzi a tutto gli interessi del Teatro Petruzzelli e dei cittadini baresi. È stato uno dei promotori della riforma statutaria e dell’adeguamento alle nuove norme nazionali per le fondazioni lirico-sinfoniche. Per queste ragioni ritengo giusto confermargli la nostra fiducia invitandolo a proseguire nel percorso intrapreso».

«Il nome di Matteo Pertosa rappresenta per me e per il Teatro Petruzzelli una grande sfida – continua Decaro – abbiamo l’occasione di portare un mondo nuovo e apparentemente distante dai sipari “polverosi” dei teatri aprendo al futuro il palcoscenico simbolo della nostra città. Un futuro che mi auguro possa vedere protagonisti ragazze e ragazzi che finora non hanno mai pensato di trascorrere le loro serate al Petruzzelli. Nella sua giovane esperienza professionale Matteo Pertosa ha dimostrato, a meno di 30 anni, di saper cogliere e interpretare i gusti e i desideri di un pubblico a cui un teatro deve imparare a parlare. Ha al suo attivo una serie di iniziative  di successo riconosciute anche all’estero. Conto molto sulle sue capacità di innovare schemi e moduli operativi per ripensare un soggetto culturale così complesso come la fondazione Petruzzelli. Spero inoltre che la sua formazione imprenditoriale rappresenti un valido apporto anche per la gestione economica della Fondazione che dovrà necessariamente far fronte a un percorso di apertura a collaborazioni private».

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