Il sindaco di Bari Antonio Decaro ha reso omaggio alla memoria delle vittime delle foibe e alle migliaia di uomini e donne costretti ad un esodo drammatico dai territori della regione giuliano-dalmata nel periodo a cavallo tra la fine dell’ultimo conflitto mondiale e l’inizio di una difficile pace.

“Oggi ricordiamo le migliaia di persone eliminate e deportate nei campi di concentramento della Jugoslavia di Tito. Parliamo di 5mila persone ammazzate in poche settimane segnate da un’inaudita violenza e di decine di migliaia di profughi che allora, costretti a lasciare la propria terra d’origine, persero ogni cosa: affetti, radici e la stessa identità.

La Puglia, nei mesi e negli anni successivi, fu luogo di accoglienza di molti profughi istriani in fuga dalle persecuzioni del regime comunista jugoslavo. A Bari, nell’ex campo Badoglio, in via Napoli, vissero a lungo, in condizioni a dir poco precarie, centinaia di famiglie giuliano-dalmate che solo nel 1956 trovarono una sistemazione definitiva nel Villaggio Trieste, che resta la testimonianza urbanistica di un dramma per troppo tempo dimenticato. Solo nel 2004, infatti, una legge dello Stato ha istituito il giorno del ricordo il 10 febbraio.

Oggi, da sindaco della città, ho voluto deporre una corona di fiori in via Martiri delle Foibe, nei pressi di Santa Caterina, per non dimenticare, e perché la violenza della storia non venga rimossa ma sia monito per tutti ad essere protagonisti di un tempo di tolleranza e di convivenza pacifica”.

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