Un’azienda indifendibile, non solo per i viaggiatori abituali. La timida presa di posizione a favore delle Ferrovie Sud Est, messa in atto dal “povero” controllore, scatena la garbata ma ferma reazione degli utenti visibilmente stanchi e arrabbiati.

Dopo una serie di segnalazioni ricevute, abbiamo deciso di salire anche noi sul treno, nel tratto Adelfia-Bari, e in effetti di cose per lamentarsi ce ne sono davvero tante. Primo fra tutti, il ritardo cronico indipendentemente dai furti di rame che capitano spesso ma non certo tutti i giorni. Il disservizio è talmente “istituzionalizzato”, da spingere il sindaco del paese in provincia di Bari, Vito Antonacci, a prendere carta e penna per scrivere alle Sud Est.

Non bastasse, chiacchierando con i pendolari emergono altri problemi: i treni vecchi; la polemica per i treni di seconda mano pagati a peso d’oro; le porte bloccate per giorni e giorni; la cattiva aerazione, tanto che qualcuno si è dotato di chiavino per poter aprire i finestrini senza dover ricorrere al personale di bordo; sedili e finestrini scassati.

Insomma, la situazione che ci raccontano gli utenti delle Ferrovie Sud Est non sembra davvero possibile nel 2015. E invece è vera. E poi nessuna spiegazione, tanto che Massimo Brandonisio, uno dei viaggiatori storici ha aperto un anno fa il gruppo facebook FERROVIE DEL SUD EST: la voce dei viaggiatori. In sostanza, chi fa da sè fa per tre. Gli utenti scrivono in tempo reale ritardi e soppressioni per evitare spiacevoli inconvenienti.

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