Già subito dopo il rifacimento degli stalli, in via papa Pio XII i soliti campioni del parcheggio selvaggio hanno ricominciato a posteggiare tranquillamente in divieto, com’era logico aspettarsi. Noi ne abbiamo intercettato uno su tutti. Lasciamo perdere per un attimo la persona, lasciamo perdere anche l’auto. Non è lui che vogliamo colpire: fermiamoci sulla frase, sul suo atteggiamento.

«Non è mio costume (parcheggiare così la macchina, n.d.r.), ma oggi è una giornata particolare. Io sono uno di quelli che lotta per tutte queste cose qua, purtroppo oggi sbaglio io, mi becco anche la multa, ma non me ne fotte un cazzo».

Noi non siamo mai irrispettosi della legge, lo siamo solo le volte in cui veniamo beccati e anche quelle volte,  violiamo il Codice perché abbiamo un ottimo motivo: i problemi nostri.

“Guarda, ho i problemi miei, quindi faccio il cavolo che voglio: parcheggio a coda di gatto perché ho la luna storta e nessuna multa può farmi cambiare idea”. Se io incontro un automobilista così, il solo averci a che fare diventa per me causa di “Problemi miei” e, automaticamente, sarà causa di “Problemi miei” anche nelle persone in cui mi imbatterò e con cui avrò a che fare, innescando una reazione a catena.

A Bari siamo 500mila abitanti, se pure mille di questi se ne infischiassero del Codice della Strada, sentendosi autorizzati dalla propria giornata storta, in che razza di caos getterebbero la città? Il punto, alla fine, è che non basta la visibilità di una striscia bianca a fare la differenza tra un automobilista coscienzioso e uno irrispettoso della legge.

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