L’immagine è la stessa di tutte le volte che in questi mesi vi abbiamo raccontato e documentato la scomparsa, temporanea e quasi mai prematura, di un autobus dell’Amtab: Il conducente sconsolato col cellulare in mano passeggia lungo il marciapiede, in attesa di ricevere soccorsi sul posto o essere trainato in officina. Gli autisti dell’azienda municipalizzata del trasporto urbano barese sono in lutto anche più volte al giorno.

Al contrario di quanto si possa credere, però, festeggiano. Sì, perhé il chiodo – il piccolo chiodo – che ha boccato il numero 71 ai margini della rotatoria dell’Ipercoop Santa Caterina, poco prima delle 11 di questa mattina, ha permesso di accendere nuovamente i riflettori su un problema atavico: la manutenzione dei mezzi.

Al momento dell’incidente, l’autobus 71 (piazza Moro – Ipercoop Santa Caterina) aveva i quattro pneumatici lisci come le gomme da asciutto di un’auto di Formula 1 pronta a scendere in pista. Mai come in questo caso a sgonfiarsi non sono tanto le gomme, quanto le aspettative del sindaco e gli annunci rivoluzionari dei vertici aziendali sulla cambio di rotta programmato in casa Amtab con i 10 milioni di soldi pubblici “investiti” per salvare l’azienda e renderla decente.

Ogni giorno in officina restano decine di mezzi, molti degli altri escono soprattutto per la dedizione degli autisti, che decidono di mettersi al volante pur sapendo che non sarà una giornata facile e che l’incidente può essere dietro l’angolo. Ci si deve accontentare di poco. Gli utenti di vedere arrivare l’autobus alla fermata anche se non in perfetto orario – l’importante è che prima o poi passi. Mica siamo a Berlino. Sedici autisti, invece, quelli coscenziosi ovviamente, mica gli assenteisti, da qualche giorno devono ringraziare di essere stati assunti con un contratto part-time a 26 ore e non fa niente se l’anno scorso l’Amtab ha fatto ricorso a più di 70mila ore di sraordinario.

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